Il tempo della disobbedienza, di Valentina Guastini

Se c’è un tema che merita di trovare spazio, oggi, nella scuola probabilmente è quello della disobbedienza. Almeno nella mia esperienza quest’anno è diventato un tormentone… Con i bambini della mia classe abbiamo cominciato con l’adozione della mucca Nutella, in una malga trentina, a seguito del nostro lavoro sulla montagna (per chi fosse interessato se ne parla qui).

Continue Reading →

La scuola della terra, di Maria De Biase

 (articolo pubblicato su Comune-info.net)
E’ nata nella Terra dei fuochi, dove “ci ribelliamo da molti anni, invisibili agli occhi dei grandi media”, da una famiglia di contadini che ha resistito alle lusinghe della speculazione edilizia e alle minacce della camorra. Forse è per questo che quando è diventata preside di un istituto di 19 plessi a San Giovanni a Piro (Salerno), Maria de Biase ha cominciato insieme a docenti, genitori e ragazzi a trasformare la scuola in uno strepitoso laboratorio di autoproduzione e di riciclo, dove coltivare orti sinergici e fare merenda con pane e olio sono azioni quotidiane. L’idea di apprendimento, tra saper fare e fare insieme, rompe così schemi educativi e confini di legalità, riscopre la sintonia con le categorie spazio e tempo “che in natura non corrono ma scorrono”. Con il racconto dell’esperienza della sua scuola, Maria aderisce alla campagna “Ribellarsi facendo

Continue Reading →

Germania, In classe ti insegno il lavoro; un articolo di Stefano Vastano. da L’Espresso

Fonti: L’Espresso

Altro che Gymnasium. La scuola migliore di Germania è un istituto professionale. Che mischia le età, abolisce le cattedre, la scegliere le lezioni, è solo femminile. E manda subito in fabbrica

Continue Reading →

LA MAPPA DELLA SCUOLA CHE CAMBIA, una iniziativa di Terranuova in collaborazione con diverse realtà territoriali e nazionali impegnate nell’ambito della sperimentazione educativa

(link alla pagina del sito di Terranuova)

Una mappatura delle esperienze di scuola nuova, differente, “altra”, fresca, aperta, “che respira”, appunto: la scuola che cambia. È l’idea che Terra Nuova, rivista che propone stili di vita sostenibili, lancia, promuove e porta avanti insieme a un tavolo tecnico composto da realtà rappresentative della scuola che hanno scelto di mettere il bambino al centro. Potete anche scaricare il questionario in Pdf in allegato.

Continue Reading →

Il caso del bambino Ahmet: un intervento di Maria Bacchi e Emma Baeri

Il caso del bambino di otto anni torchiato in Francia dalla polizia perché rifiuta di partecipare alle manifestazioni di lutto in memoria dei giornalisti di Charlie Hebdo.

Continue Reading →

Un articolo di Lea Melandri: Adulti e bambini: imparare insieme

 

Nel diario in cui lo psicanalista Elvio Fachinelli scriveva le sue osservazioni sull’asilo autogestito di Porta Ticinese (1969-1971), si legge:

«…la distruttività di Nino fa veramente venire la voglia di prenderlo a schiaffi – e se lo si facesse, non faremmo probabilmente che ripetere l’atteggiamento coercitivo di suo padre, a cui egli appunto risponde prendendo a calci le cose e così via. Per tentare di sciogliere queste membra paralizzate è essenziale che si presenti al bambino un adulto diverso».

Continue Reading →

“I nostri figli hanno dunque ucciso i nostri fratelli”. La lettera di quattro insegnanti francesi sui fatti di Parigi

Continue Reading →

Il diritto di apprendere liberamente, di John Holt

I ragazzi dovrebbero avere il diritto di regolare e gestire il loro apprendimento; vale a dire, decidere cosa imparare, quando, dove, come, quanto, con quali tempi e aiuto.

Continue Reading →

The anarchic experimental schools of the 1970s, By Tom de Castella x BBC News Magazine

Articolo del servizio scolastico della BBC pubblicato il 21 ottobre scorso sulle scuole dell’anarchia degli anni Settanta del secolo scorso. il malessere scolastico ha i suoi propri antidoti. Articolo in inglese.

Continue Reading →

Gli insegnanti italiani e la cultura della valutazione, di Renata Puleo

Questo intervento si articola in quattro parti, come commento ad altrettanti documenti.

Vorrei provare a svolgere, attraverso queste letture, una riflessione intorno ad una considerazione che ormai ascoltiamo quotidianamente: gli insegnanti italiani non hanno una cultura della valutazione. Lo dicono commentatori politici, economisti, funzionari del Ministero e dell’Istituto Invalsi.

Continue Reading →

LETTERA APERTA ALLA NOSTRA CITTÀ; gli autori sono 16 giovani italiani stranieri di Varese.

Namasté

 Progetto volto a rafforzare a livello sistemico i processi di integrazione di adolescenti di origine straniera a Varese, attraverso una strategia multilivello che coinvolge sia le famiglie immigrate sia i contesti istituzionali, agendo sul sistema scolastico, famigliare e sull’ambito aggregativo. Realizzato con il contributo del Ministero dell’Interno e del Fondo Europeo per l’Integrazione dei Cittadini dei Paesi Terzi 2008-2013.

Continue Reading →

Venticinque idee per una scuola diversa, di Paolo Mottana

Della scuola si sente parlare tanto genericamente e poco specificamente. Tutti si fanno belli di slogan tipo investire sulla scuola e sulla ricerca ma omettono singolarmente di aggiungere per quale ricerca e quale scuola. Purtroppo si sa, quasi tutti vogliono una ricerca al servizio del lavoro (dunque eminentemente pragmatica e misurabile) e una scuola più efficiente e razionalizzata (dunque eminentemente pragmatica e informatizzata). Bene, anzi male. Tutto ciò mi irrita e mi indispone enormemente. Allora, per calmarmi, provo, in bella sintassi protocollare, a promulgare il mio PROGRAMMA PER LA SCUOLA:

Continue Reading →

Intervista a Norberto Bottani sulla valutazione degli insegnanti. Una città n.215

BRAVI O NO, COMPETENTI O NO, FORMATI O NO…

Un tema, quello della valutazione degli insegnanti, affrontato con cautela in tutta Europa, perché a rischio esplosione a differenza degli Stati Uniti dove addirittura il “New York Times” e il “Los Angeles Times” pubblicano l’elenco degli insegnanti pessimi, che alla fine si lasciano a casa; l’esempio di Ginevra, dove non si insegna per tutta la vita e l’idea del gemellaggio tra una scuola eccellente e una in crisi; le retribuzioni, simili in quasi tutta l’Europa. Intervista a Norberto Bottani.

Continue Reading →

la storia di un rapporto profondo tra una maestra ed una allieva: Maria e Dinushi, di Lea Melandri

Quanto contano i legami di sangue, e quanto gli incontri che si fanno nella vita? Un genitore biologico, che non si è fatto in tempo a conoscere, può restare nell’immaginario, nei pensieri segreti di un bambino, maschio o femmina che sia, ma a segnare in modo duraturo la sua individualità nel momento della maggiore dipendenza è inevitabile che siano le persone che se ne prendono cura, occupandosi materialmente e intellettualmente della sua crescita e della sua educazione.

Continue Reading →

Non opprimere i figli con l’idea della scuola, di Natalia Ginzburg. 1960

Cos’è il “rendimento scolastico”?

Non opprimere i figli con l’idea della scuola (di Natalia Ginzburg)
copertinaAl rendimento scolastico dei nostri figli, siamo soliti dare un’importanza che è del tutto infondata. E anche questo non è se non rispetto per la piccola virtù del successo. Dovrebbe bastarci che non restassero troppo indietro agli altri, che non si facessero bocciare agli esami; ma noi non ci accontentiamo di questo; vogliamo, da loro, il successo, vogliamo che diano delle soddisfazioni al nostro orgoglio.Se vanno male a scuola, o semplicemente non così bene come noi pretendiamo, subito innalziamo fra loro e noi la bandiera del malcontento costante; prendiamo con loro il tono di voce imbronciato e piagnucoloso di chi lamenta un’offesa. Allora i nostri figli, tediati, s’allontanano da noi. Oppure li assecondiamo nelle loro proteste contro i maestri che non li hanno capiti, ci atteggiamo, insieme con loro, a vittime d’una ingiustizia. E ogni giorno gli correggiamo i compiti, anzi ci sediamo accanto a loro quando fanno i compiti, studiamo con loro le lezioni.In verità la scuola dovrebbe essere fin dal principio, per un ragazzo, la prima battaglia da affrontare da solo, senza di noi; fin dal principio dovrebbe esser chiaro che quello è un suo campo di battaglia, dove noi non possiamo dargli che un soccorso del tutto occasionale e illusorio. E se là subisce ingiustizie o viene incompreso, è necessario lasciargli intendere che non c’è nulla di strano, perché nella vita dobbiamo aspettarci d’esser continuamente incompresi e misconosciuti, e di essere vittime d’ingiustizia: e la sola cosa che importa è non commettere ingiustizia noi stessi. I successi o insuccessi dei nostri figli, noi li dividiamo con loro perché gli vogliamo bene, ma allo stesso modo e in egual misura come essi dividono, a mano a mano che diventano grandi, i nostri successi o insuccessi, le nostre contentezze o preoccupazioni. È falso che essi abbiano il dovere, di fronte a noi, d’esser bravi a scuola e di dare allo studio il meglio del loro ingegno. Il loro dovere di fronte a noi è puramente quello, visto che li abbiamo avviati agli studi, di andare avanti. Se il meglio del loro ingegno vogliono spenderlo non nella scuola, ma in altra cosa che li appassioni, raccolta di coleotteri o studio della lingua turca, sono fatti loro e non abbiamo nessun diritto di rimproverarli, di mostrarci offesi nell’orgoglio, frustrati d’una soddisfazione. Se il meglio del loro ingegno non hanno l’aria di volerlo spendere per ora in nulla, e passano le giornate al tavolino masticando una penna, neppure in tal caso abbiamo il diritto di sgridarli molto: chissà, forse quello che a noi sembra ozio è in realtà fantasticheria e riflessione, che, domani, daranno frutti. Se il meglio delle loro energie e del loro ingegno sembra che lo sprechino, buttati in fondo a un divano a leggere romanzi stupidi, o scatenati in un prato a giocare a football, ancora una volta non possiamo sapere se veramente si tratti di spreco dell’energia e dell’impegno, o se anche questo, domani, in qualche forma che ora ignoriamo, darà frutti. Perché infinite sono le possibilità dello spirito. Ma non dobbiamo lasciarci prendere, noi, i genitori, dal panico dell’insuccesso. I nostri rimproveri debbono essere come raffiche di vento o di temporale: violenti, ma subito dimenticati; nulla che possa oscurare la natura dei nostri rapporti coi nostri figli, intorbidarne la limpidità e la pace. I nostri figli, noi siamo là per consolarli, se un insuccesso li ha addolorati; siamo là per fargli coraggio, se un insuccesso li ha mortificati. Siamo anche là per fargli abbassare la cresta, se un successo li ha insuperbiti. Siamo per ridurre la scuola nei suoi umili ed angusti confini; nulla che possa ipotecare il futuro; una semplice offerta di strumenti, fra i quali forse è possibile sceglierne uno di cui giovarsi domani. Quello che deve starci a cuore, nell’educazione, è che nei nostri figli non venga mai meno l’amore per la vita, né oppresso dalla paura di vivere, ma semplicemente in stato d’attesa, intento a preparare se stesso alla propria vocazione. E che cos’è la vocazione di un essere umano, se non la più alta espressione del suo amore per la vita? (Natalia Ginzburg, Le piccole virtù, pubblicato originariamente su “Nuovi Argomenti” nel 1960)

RIDEF 2014 a Reggio Emilia: intervento di F. Tonucci in ricordo di Mario Lodi

Il 24 luglio presso la Sala del Tricolore di Reggio Emilia si è svolta una serata in ricordo di Mario Lodi, il grande maestro recentemente scomparso all’età di 90 anni.

Continue Reading →

DISCORSO DI PAPA FRANCESCO AL MONDO DELLA SCUOLA ITALIANA

Piazza San Pietro

Sabato, 10 maggio 2014

Cari amici buonasera!

Prima di tutto vi ringrazio, perché avete realizzato una cosa proprio bella! questo incontro è molto buono: un grande incontro della scuola italiana, tutta la scuola: piccoli e grandi; insegnanti, personale non docente, alunni e genitori; statale e non statale…

Continue Reading →

Intervista di Andrea Sola a “Una Città”: il “dopo-non-scuola”

UNA CITTÀ n. 212 / 2014 Aprile
Intervista a Andrea Sola
realizzata da Giovanni Pasini

IL “DOPO-NON-SCUOLA”
Manualità artigiana e pratiche pedagogiche libertarie per offrire ai bambini occasioni attraverso cui esprimersi; una relazione, quella tra adulti e bambini, improntata sempre più sull’autorità anziché sul dialogo; le costanti preoccupazioni delle maestre per il programma da completare che scoraggiano ogni nuova iniziativa; l’esperienza del “dopo-non-scuola”. Intervista ad Andrea Sola.

Continue Reading →

John Taylor Gatto, Come l’istruzione pubblica mutila i nostri ragazzi, e perché

 

Ho insegnato per trent’anni in alcune delle peggiori scuole a Manhattan, e in alcune delle migliori, e durante questo periodo sono diventato un esperto in noia. La noia era ovunque nel mio mondo, e se chiedevi ai ragazzi, come facevo spesso, perché si sentissero così annoiati, davano sempre le stesse risposte: dicevano che il lavoro era stupido, che non aveva senso, che lo sapevano già. Dicevano di voler fare qualcosa di reale, non solo starsene seduti senza far nulla. Dicevano che gli insegnanti non sembravano saperne molto delle loro materie e chiaramente non erano interessati ad impararne di più. E i ragazzi avevano ragione: gli insegnanti erano annoiati tanto quanto loro.

Continue Reading →

Lettera al figlio di Michele Serra, di Nicola Villa – da Gli Asini – Rivista

Il primo impulso, appena finito di leggere Gli sdraiati di Michele Serra, è quello di scrivere una lettera al figlio dell’autore per esprimergli tutta la nostra simpatia e solidarietà. O anche scrivergli un semplice e laconico sms con “coraggio!” o “resisti!”. Oppure un messaggio su facebook di “amicizia” e comprensione.

Continue Reading →

Pratiche sensate di resistenza all’epidemia valutativa, di Franco Lorenzoni e Roberta Passoni

Non dobbiamo mai dimenticare che la scuola, oltre a un luogo di socialità e di apprendimento, ha anche le caratteristiche di una istituzione totale, dove bambini e ragazzi sono sottoposti a frequenti arbitrii da parte di noi insegnanti, praticamente insindacabili.

Continue Reading →

L’ITALIA CANCELLA L’ARTE DALLE SCUOLE, È DEFINITIVO. La Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati dice no alla reintegrazione delle materie artistiche nelle scuole italiane. con un commento di Paolo Mottana

La Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati dice no alla reintegrazione delle materie artistiche nelle scuole italiane. Il Paese, spiega, non è in grado di sostenerne la spesa.

Continue Reading →

Peter Gray, Lasciateli giocare.

da L’Internazionale (12/2013)

Per approfondire si possono ascoltare le conferenze di Peter Gray (in inglese) a questi link:

https://www.youtube.com/watch?v=EFsLrdOX2vY (prima parte)

https://www.youtube.com/watch?v=PxR91b3dNtg (seconda parte)

https://www.youtube.com/watch?v=-Gnwz4aV-yc

Peter Gray ha recentemente pubblicato il libro “Free to learn”   http://www.freetolearnbook.com

L’ultimo articolo di Peter Gray qui (in inglese)

Continue Reading →

Lo sport fa bene? Se potessi tornare bambino penso che mi piacerebbe scrivere una lettera…

 

Se potessi tornare bambino penso che mi piacerebbe scrivere una lettera, magari, a mio padre, e dirgli: «Caro papà, lo sai che quasi mi mettevo a piangere dalla rabbia domenica quando ti sei attaccato alla rete urlando contro l’arbitro? Io non ti avevo mai visto così arrabbiato. Forse sarà anche vero che lui (l’arbitro) ha sbagliato; ma quante volte io ho fatto degli errori senza che tu dicessi niente?

Continue Reading →

Io non so dare un voto, di Marta Gatti, da Gli Asini n. 18 – L’esperienza di una maestra elementare alle prese con la valutazione. allegate le schede di autovalutazione ed altro materiale didattico

Di mestiere faccio la maestra. Mi piace la parola “mestiere”, che è diversa da “lavoro”, perché penso che fare la maestra abbia a che fare con l’arte/l’artigianato e l’uso delle mani. Impari con l’esperienza a modellare una relazione educativa che permetta ai protagonisti dell’apprendimento di stare bene a scuola. Impari con l’esperienza l’arte di insegnare attraverso la pratica e l’uso costante del fare.

Continue Reading →

Tra peluche e cinismo, di Giuseppe Montesano. da “Gli Asini” n. 11 “Ma la vera realtà delle scuole tra Napoli e Caserta è quella dell’obbligo: lì la catastrofe è già avvenuta…”

Io sono un privilegiato: insegnando al liceo la mia platea è diversa da quella delle scuole medie, degli istituti tecnici e professionali. Piccola e media borghesia. È più facile lavorare. Ma la vera realtà delle scuole tra Napoli e Caserta è quella dell’obbligo: lì la catastrofe è già avvenuta, nel senso che tutte le tecniche pedagogiche non hanno senso quando intorno non funziona niente e la scuola non ha un ruolo centrale nella società, ma ne è soltanto un’appendice; quindi il suo malessere è solo sintomatico di un male più vasto ed enfatizzare le responsabilità della scuola è una fissazione da politici, per scaricare le responsabilità.

Continue Reading →

LA POSSIBILITA’ DELL’AUTONOMIA La proposta di avviare un’esperienza di scuole pubbliche, del tutto finanziate dallo stato. Intervista ad Andrea Ichino

La proposta di avviare un’esperienza di scuole pubbliche, del tutto finanziate dallo stato, ma gestite in piena autonomia da privati in stretto rapporto coi genitori; allo Stato il compito dell’informazione e degli esami di stato; l’esperienza delle free school e delle charter school; la libertà nell’assunzione degli insegnanti e la varietà degli indirizzi. Intervista ad Andrea Ichino.

Continue Reading →