al convegno sulle free schools danesi

Conoscete il sistema scolastico danese? Una proposta di incontri

Posted on 20 novembre 2018 by Andrea Sola

Una proposta per promuovere incontri conoscitivi sul sistema scolastico danese.

Le date dei prossimi incontri di gennaio sono pubblicate in un altro post

Ho avuto modo di visitare le realtà scolastiche danesi in occasione di un recente convegno promosso da una università che si occupa specificamente della formazione degli insegnanti delle scuole libere (che in quel paese rappresentano circa il 20% del totale). Penso che valga la pena cercare di conoscere quella situazione perché rappresenta un esempio molto illuminate di come una intera nazione abbia affrontato il problema educativo in una prospettiva molto distante dai canoni a cui qui siamo abituati: i valori della democrazia e della liberà individuale sono da ben 150 anni  il fondamento di quel sistema scolastico.

Qui di seguito allego una sintesi delle caratteristiche delle istituzioni ora operanti e una lettera aperta che un allievo italiano, Luca Amicizia, che ha terminato il suo percorso formativo in quel paese, rivolge agli studenti italiani, in cui da la sua disponibilità a partecipare a degli incontri informativi qui in Italia. A questo proposito, se qualche gruppo fosse interessato a promuovere un incontro (gratuito) su questo argomento ce lo comunichi al più presto. Luca sarà in Italia dal 19 dicembre all’8 gennaio. (Andrea Sola, tel 3381376675)

LETTERA APERTA DI UNO STUDENTE ITALIANO CHE HA SEGUITO UN PERCORSO DI FORMAZIONE ALL’INSEGNAMENTO IN DANIMARCA

In questa lettera aperta, che rivolgo sopratutto ai futuri insegnanti italiani, voglio parlare dell’esperienza che ho vissuto e che vivo tutt’ora in Danimarca, e raccontare cosa hanno significato per me educazione, fiducia e democrazia nella Danimarca che ho conosciuto. 

Nell’estate del 2013 mi sono trasferito in Danimarca senza un vero piano e senza molti contatti e dopo poco tempo mi sono ritrovato per una serie di coincidenze ad iniziare un corso di circa 4 mesi in una cosiddetta Højskole, che sarebbe un corso residenziale di istruzione non formale per adulti. Questa scuola fa parte del sistema scolastico danese che ha delle caratteristiche molto particolari in quanto si basa fondamentalmente sul miglioramento della qualità di vita degli studenti e anche degli adulti, e sulla promozione di un senso di collettività e democrazia. 

Dopo essere stato in due Højskole differenti sono poi stato accettato come studente alla Den Frie Lærerskole nell’estate del 2011. Questa accademia è unica in Danimarca in quanto prepara i futuri insegnanti delle Scuole libere. Uno degli elementi fondamentali di questo percorso di studi è l’assenza completa di esami di qualsiasi tipo. Un altro fattore importante è il non dover imparare un metodo specifico d’insegnamento; non c’è la tendenza da parte dei nostri insegnanti a darci risposte univoche su come affrontare una determinata situazione: ogni scuola, ogni studente, ogni lezione sono unici e come insegnanti dobbiamo essere in grado di capire e adattarci per potervi rispondere al meglio. 

C’è molta pratica durante questi cinque anni e spesso si viene inseriti in situazioni d’insegnamento reali, accompagnate da una profonda riflessione sulle scelte che facciamo (ho insegnato io stesso per un anno in due scuole differenti). Si passa molto tempo per incontrarsi, discutere, organizzare, decidere e sopratutto agire. A scuola si respira un aria di familiarità (sorprendente sopratutto per un italiano) che permette di condividere esperienze ed aiutarci reciprocamente senza dover essere per forza amici. 

Adesso mi ritrovo alla fine di questo percorso di studi alla Den Frie Lærerskole e mi sento pronto per poter condividere alcune cose che ho imparato. Posso dire che questi anni mi hanno formato come adulto e anche come futuro insegnante. 

 Il motivo di questa lettera è la mia voglia di voler condividere questa esperienza in Italia. Vorrei mostrare cosa succede se si pone il bambino al centro della scuola e come la sua struttura può cambiare se accetta questo principio, perchè l’educazione danese non è fatta solo di begli ideali ma sopratutto di pratiche giornaliere. 

Essere stato l’unico studente italiano a frequentare questa Accademia mi spinge a cercare delle opportunità per condividerla nel mio paese, anche perchè so bene che purtroppo in Italia circolano molto poco le informazioni  sulle esperienze estere. 

Vorrei anche poter informare sulle possibilità concrete per i ragazzi italiani di studiare o fare dei periodi di tirocinio nelle Højskole danesi. Vorrei facilitare questo scambio perché ne conosco bene le difficoltà. Sarei quindi disponibile a partecipare a degli incontri per poter raccontare la mia esperienza, fornire informazioni e presentare dei progetti che io e alcuni miei colleghi stiamo preparando per cercare di connettere l’Italia e la Danimarca in ambito scolastico ed educativo.

Luca Amicizia

Le free school (fiskoler) 

Il sistema dell’istruzione danese si basa sul principio dell’obbligatorietà dell’educazione e non su quello della obbligatorietà della scolarizzazione.  Questo significa che i genitori sono responsabili dell’educazione dei figli m sono liberi di scegliere come impartirla: se in casa (homeschooling), in una scuola Municipale (di Stato) o in una scuola libera. I genitori hanno così il diritto di fondare una scuola libera basata sui principi che credono più giusti.

Per ricevere i sussidi dallo Stato, le scuole libere devono garantire che l’educazione impartita sia buona almeno quanto quella delle scuole pubbliche. Per questo esistono le supervisioni e le valutazioni dell’operato di queste scuole.

Le free schools raggruppano senza soluzione di continuità i bambini per 10 anni (quindi dai 6 anni ai 15/16).Attualmente circa il 18% del totale frequenta le free schools, ma questa percentuale è in crescita perchè la tendenza delle scuole statali a chiudere le scuole più piccole (con meno di 200 allievi) sta facendo si che i genitori si organizzino per mantenere le piccole scuole, apprezzate proprio per le loro dimensioni più ‘umane’, facendole diventare scuole libere (spesso utilizzando lo stesso edificio chiuso dalla scuola di Stato).

Attualmente le scuole libere ricevono un contributo statale parti al 75% del costo medio di uno studente per lo Stato danese. Il resto lo paga la famiglia (circa 1800 euro l’anno), ma ci sono anche delle facilitazioni aggiuntive per i meno abbienti e per le scuole che abbiano dei disabili.

Le scuole sono libere di assumere qualsiasi insegnante ritengano valido, indipendentemente dal titolo di studio, ma il suo salario deve essere lo stesso di quello degli insegnanti statali. Le entrate della scuola, oltre che per pagare i docenti, possono essere impiegate in completa autonomia senza dover rendere conto delle scelte operate. Lo Stato controlla solo che tutte le entrate vengano spese per la scuola.

Tuttavia le scuole libere non devono ‘copiare’ le scuole pubbliche: esse hanno piena autonomia sui contenuti e sulle modalità di organizzazione dello studio. Infatti ad esempio una parte, anche se minoritaria, di queste scuole non sottopone ad  alcun esame gli allievi, nemmeno al termine del percorso scolastico. Normalmente non vengono  mai usati i voti durante il percorso scolastico.

Per quanto riguarda il controllo delle scuole,  l’elemento fondamentale è la verifica del rispetto dei principi fondamentali di libertà, democrazia ed uguaglianza al loro interno.

I livelli delle supervisioni sono  tre:

Il primo livello è a carico dei genitori che devono seguire l’andamento del percorso.

Il secondo livello è svolto o dall’insieme dei genitori o da un comitato di uno o più supervisori, eletti dai circolo scolastico, che devono controllare gli standard qualitativi nelle seguenti materie: danese, matematica, inglese.
Il terzo livello è a carico del Ministero dell’Educazione e controlla eventuali elementi di rischio nella struttura e idoneità dei supervisori scelti dalla scuola.

Tutte le free schools sono obbligatoriamente gestite da organizzazioni no-profit o anche da semplici gruppi di genitori, il che significa che un privato non può acquistare una scuola e che la scuola non può essere gestita per produrre profitti. Se c’è un surplus di entrate esso rimane a disposizione della scuola.

Tutte le scuole devono avere un comitato di autogoverno che è l’arbitro assoluto di tutte le attività scolastiche. Questo ‘School Circle’ è formato dai genitori degli allievi e da eventuali altre persone che vogliono sostenere la scuola. Il Circolo elegge un gruppo esecutivo che è responsabile di fronte al Ministero dell’Educazione per l’intero assieme delle attività svolte nella scuola.

Una caratteristica specifica di queste scuole libere è che i genitori sono coinvolti attivamente nelle attività scolastiche, per esempio contribuendo alla manutenzione e alla pulizia della scuola. La collaborazione tra le diverse componenti delle scuole è quindi sempre molto stretta, visto che l’unico vero  interesse comune è comunque il benessere di ciascun bambino.

vedi https://www.friskoler.dk/english/

Le efterskole

In Danimarca esiste da 130 anni una scuola speciale, chiamata Efterskoler, che viene frequentata su base volontaria dai ragazzi al termine del nono anno della scuola (prima della scuola superiore), ha la durata di un anno ed è residenziale. E’ molto costosa (ha uno status misto pubblico\privato: lo stato la finanzia parzialmente) ma  egualmente più di un terzo dei ragazzi la frequenta perché viene considerata una esperienza molto formativa: i ragazzi vivono per la prima volta da soli e assieme ad altri adulti che non siano la loro famiglia, diventano molto più maturi e consapevoli di di cosa vogliono e questo si vede dal migliore rendimento che hanno poi quando riprendono la scuola superiore. Il senso di questo istituto è quello di offrire ai ragazzi una esperienza di vita  condivisa del tutto particolare, poiché permette uno scambio di esperienze ed interessi sia con i coetanei che con gli insegnanti che convivono con loro.

Questo tipo di scuola è una prerogativa unica del sistema danese: i ragazzi dai 14 ai 18 anni possono decidere di passare un anno o due (che noi diremmo sabbatici) interrompendo la scuola normale. Sono scuole residenziali dove, oltre ai programmi delle normali scuole statali si svolgono diverse attività rivolte a singoli campi di interesse prevalente (musicali, teatrali, artistiche, sportive, ecc). Una di esse è aperta a studenti internazionali.

Per maggior informazioni potete consultare questi link.

https://www.efterskole.dk/-/media/Efterskole/Om-efterskolen/English/Folder_UK_web.pdf?dmc=1&ts=20181114T1025187659

Le ´folkehøjskole´ o  scuole popolari per adulti

Le ´folkehøjskole´ sono, come le Efterskole, una tradizione solo danese: sono una specie di collegi dove si vive in comunità ed in cui si pratica la educazione non formale.  Sono rivolte a ‘studenti’ dai 18 anni in su, senza limiti di età, ed hanno lo scopo di diffondere una miglior qualità della vita ed i principi della educazione alla cittadinanza ed al bene comune. Non  sono richiesti titoli di studio ne vi sono esami da sostenere.

https://www.danishfolkhighschools.com/

L’Accademia per l’insegnamento nelle scuole libere

 Questa accademia è il corrispettivo delle facoltà di pedagogia delle nostre Università, ma è basata, come le free schools, sulle stesse caratteristiche di totale autonomia e libertà organizzativa. Non prevede esami, ne finali ne intermedi. Ha lo scopo di formare i futuri insegnanti delle scuole libere di cui abbiamo parlato sopra.  

Nell’intervista da noi fatta al direttore dell’Accademia Ole Pederson in occasione del EFFE SYMPOSIUM di Edimburgo nel 2015, ne spiega le finalità ed il funzionamento. 

Qui di seguito riportiamo una sintesi del suo intervento al Sympsium.

http://www.educareallaliberta.org/una-intervista-al-direttore-della-academy-for-free-school-teaching-di-danimarca/

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E’ possibile visionare anche un documento più completo in inglese (qui parzialmente tradotto)

https:/issuu.com/demoupload/docs/181120103727-8edb6e9913b745c29f9a27e6b377e807?e=31850438/65892981

Le origini e i principi del sistema scolastico danese (dalle Pag 5-6 del documento)

Prima che la Danimarca adottasse una democrazia costituzionale nel 1849, la società era basata su sistemi gerarchici e patriarcali. Questo modo di pensare fu sovvertito dai movimenti rivoluzionari che hanno percorso l’Europa nel XIX secolo.

La costituzione che nel 1849 introdusse un sistema democratico e stabilì la fondazione di una scuola primaria “libera” e inaugurò delle istituzioni completamente nuove, le Efterskole e le Folk high schools.

Le due figure che promossero questo rinnovamento del sistema scolastico furono N.F.S. Grundtvig (1783-8172) un teologo, poeta e linguista, e Christen Kold (8116-70). Entrambi consideravano più importante la conoscenza che aveva un effetto diretto sulle persone, piuttosto che i dettami della Bibbia, e consideravano che la scuola di allora impartisse “informazioni morte”. Grazie ad essi, quando nel 1855 il parlamento danese passò la legge che determinava che tutti i bambini dovessero ricevere un educazione, non fu specificato che questo dovesse avvenire in una scuola. Inizialmente molti genitori già educavano i loro bambini a casa nel modo che ritenevano più opportuno. La prima scuola libera fu aperta nel 1852 e negli anni seguenti molte altre ne vennero fondate. Indipendentemente da dove i bambini avevano ricevuto la loro educazione, i loro progressi educativi sono sempre stati monitorati dagli organi ufficiali dello Stato.

Alla base del loro concetto di democrazia vi era l’idea che alla base del suo funzionamento fosse necessario che il popolo venisse illuminato sul senso della vita e su cosa significasse vivere insieme e accettare modi diversi di pensare. Il loro pensiero includeva anche il concetto di apprendimento permanente che non limitava l’educazione alla sola infanzia ma che lo estendeva a tutta la vita dell’individuo.

Questo portò la Danimarca a introdurre un sistema dove l’istruzione statale e quella “libera” fossero considerate non concorrenti, ma partner alla pari. Questo sistema funziona tutt’ora dove le scuole libere e quelle statali si completano e spesso supportano a vicenda.

Le istanze di Grundtvig e Kold non riguardavano soltanto le materie insegnate a scuola, ma anche il metodo adottato. Per loro l’insegnamento doveva basarsi sulla centralità del bambino e non sul principio di autorità. Entrambi videro la narrazione orale (storytelling) come la chiave per stimolare l’immaginazione degli studenti. Grundtvig in particolare, riteneva di primaria importanza “la parola viva” e la comunicazione diretta dal cuore.

I principi di libertà e autodeterminazione su cui si fondano le scuole libere hanno fatto si che si sviluppassero in modi diversi. In alcune parti della nazione c’è una tendenza di focalizzarsi su una consapevolezza religiosa individuale o su una forma di pietismo. In altre scuole si coltiva la libertà di autodeterminazione cercando di mantenere dei concetti comuni condivisi. Tutte le scuole dovevano comunque rispettare l’individualità del bambino e favorire lo sviluppo dei talenti, degli  interessi e delle qualità di ciascuno. L’insegnamento si è concentrato sull'”apprendere per la vita”, sul senso di apparteneza e sull’illuminazione nel senso più ampio, aiutare quindi ogni studente a comprendere cosa significa imparare a vivere in un senso comunitario il loro ruolo nella società rispettandosi a vicenda.

Il ventennio del 1860-80, vide la nascita di due nuove forme istituzionali: un college, chiamato Efterskole, dove i giovani dai 15 ai 18 anni potevano spendere un anno scolastico, e una scuola superiore residenziale (folk high school)  chiamata oggi Højskole, dedicata agli adulti sopra ai 18 anni. In qualsiasi momento della propria vita da adulto si poteva (e si può) scegliere di partecipare a un corso sussidiato dal governo. Questi corsi posso variare da una settimana fino a 9 mesi. 

Nel 1949 una accademia per insegnanti fu fondata a Ollerup per preparare futuri insegnati per le scuole libere, le Efterskole e le Højskole. Essa fu fondata in quanto si riteneva che la preparazione fornita dalle Università pubbliche non fosse adeguata alle necessità delle scuole libere di  essere all’ altezza dei principi di illuminazione incarnati in queste istituzioni.

Gli aspetti quindi che più differenziano il sistema scolastico danese possono così essere sintetizzati:

– la coesistenza di un sistema doppio statale-libero e quindi la possibilità di sviluppare a fianco di quella statale anche la pratica di strutture che si basino sulla autogestione didattica e finanziaria e di come questo doppio binario non comporti alcun aggravio di spesa per lo Stato.

– la possibilità di impostare la didattica e la gestione scolastica in modo da garantire la massima libertà di autodeterminazione e quindi di sperimentazione da parte delle famiglie, senza che questo comporti discriminazioni o perdita della qualità dell’istruzione fornita nella fascia dell’obbligo.

– la possibilità da parte dello Stato di controllare la qualità de servizio offerto dalle scuole libere senza che si adottino meccanismi di controllo standardizzati come gli esami o il sistema delle valutazioni basato sui voti.

– la importanza attribuita a forme di ‘educazione civile’ al di fuori del normale curriculum scolastico rivolte sia ai ragazzi ancora all’interno del normale periodo scolastico che agli adulti che lo hanno già terminato

– la centralità di una formazione specifica per i futuri insegnanti

– la possibilità di assumere nella scuola persone senza una qualificazione certificata o formale.