I bambini dicono

Quando disubbidisco mi sento tutta rotta dentro e ho paura di non essere più capace di ritornare aggiustata come ero prima di diventare disubbidiente.

When I disobey I feel broken inside and I’m afraid I won’t be able to return fixed as I was before becoming disobedient.

Gli adulti

Io sono il burattino tu il burattinaio i fili

che mi tengono sono le tue regole

tu sei la grande montagna io il sasso

tu mi investi con la tua  ombra

le cose che tu racconti

non sono tutte vere

tu mi ignori come polvere

e mi schiacci come un insetto.

(9 anni)

The adults

I am the puppet.

you re the puppet master,  the wires

that keep me are your rules

you are the great mountain I am the stone

you invest me with your shadow

the things that you tell

are not all true

you ignore me like dust

and you crush me like an insect.

(9 years old)

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Mi sento libero quando posso giocare senza che la mamma mi veda perché se mi vedesse mi impedirebbe di fare certi giochi o mi comanderebbe di fare quello che vuole lei.

I feel free when I play without mum seeing me because if she saw me she will prevent  me from doing certain games or would command me to do what she wants.

Sono in un prato da solo e potrei fare tutto quello che voglio, ma non mi sento libero perché penso a tutto quello che la mamma mi ripete sempre di non fare.

I’m in a lawn alone and I could do anything I want, but I don’t feel free because I think everything that mom always tell me not to do

Quando sono a casa mi sento chiuso in gabbia e sorvegliato da due mostri.

When I’m at home I feel locked up and guarded by two monsters.

I mostri hanno la loro tana nella testa dei bambini. E da lì comandano.

The monsters have their lair in the heads of children. And from there they command.

Le paure se ne starebbero nella fantasia se io non le portassi nella realtà.

The fears they’d in fancy if I don’t bring in reality.

Un pomeriggio sto giocando con le mie automobiline quando la mamma mi dice di smettere e di andare subito a farmi la doccia. Io mi arrabbio molto e le rispondo di no, che non ci vado subito, perché non sono un bambino automatico.

One afternoon I’m playing with my toy cars when mom tells me to stop and go to take a shower. I get very angry and I say no, I’m not going right away, because I’m not an automatic child.

I miei genitori mi dicono sempre che devo cambiare. Cercano ogni giorno di piantarmi nel cervello le cose che non devo più fare. Ma io non voglio e allora prendo una tenaglia e levo i chiodi con cui mi hanno attaccato le cose che non devo più fare.

My parents always tell me that I have to change. I try every day to put in the brain the things I no longer have to do. But I don’t want to and then I take a pincer and take off nails with which they attacked me things that I no longer have to do.

Io ho paura della paura di mia mamma.

I’m afraid of the fear of my mother.

A mio papà vado bene solo quando gli assomiglio.

I am well  for my father only when I am like him.

E’ bello immaginare la mamma che ti guarda invece di averla sempre li vicino perché primo non ti senti prigioniera e secondo perché non corri il rischio di essere rimproverata ed anche picchiata.

It’s nice to imagine mom looking at me instead of getting her close because first you don’t feel imprisoned and second because you don’t run the risk of being scolded and beaten.

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Ogni bambino ha il suo mostro.

Every child has his own monster.

Mia mamma per la sua timidezza non si sente libera di fare amicizia con delle signore che le piacciono e le maestre dicono che socializzo poco perché sono timido. Che colpa ne ho io se sono figlio di mia mamma?

My mum for her shyness doesn’t feel free to socialize with ladies she likes and the teachers say I don’t  socialize just because I am shy. What fault do I have if I am the son of my mom?

Io ho capito che la bugia serve ai bambini per poter assomigliare ai grandi.

I understand that the lie serves to children in order to resemble to adults.

Una bugia bisogna che sia vera, allora è facile da raccontare.

A lie it must be true, then it is easy to tell.

Per crescere ho percorso una strada piena di buche. Ci sono caduto dentro, ma ho adoperato tutte le mie forze per uscirne, altrimenti mi sarei fermato per sempre. La prima buca che mi sono trovato davanti sono i cinque anni di asilo nido di scuola materna. Per me sono stati i più difficili. Ma ce l’ho fatta ad uscirne. Subito dopo ho trovato la buca dei cinque anni delle elementari: Mi sono divertito e anche stancato perché dovevo imparare tante regole e studiare tante materie. Ma so che non è finita perché c’è la buca dei tre anni delle medie. Mio fratello sostiene che sono schifosi. Ma non si ha ancora finito perché si ha anche la buca delle superiori dalla quale, a sentire gli amici di mia sorella, è difficilissimo uscirne vivi. Ma non è ancora finita. Però mi fermo io e non ci penso più per non spaventarmi troppo.

To grow I walked a road full of potholes. I fell in, but I used all my strength to get out of them, otherwise I would have stopped forever. The first hole I found in front of me was the five-year kindergarten. For me they were the hardest. But I did it to get out. Soon after I found the pothole of  the five years of elementary school: I had fun and also got tired because I had to learn so many rules and study many subjects. But I know it is not over because there is the pothole of three years of junior high school. My brother says that they are lousy. But you have not finished yet because you also have the pothole of the high school from which, hearing my sister’s friends, it is very difficult to get out alive. But it’s not over yet. But I stop myself and dont think about it anymore so as not to scare me too.

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  Mamma: “Ada, dai,  pettinati… hai un nido di cicogne in testa!”
Ada: ” SI! Problemi?!?!?!? Voglio compagnia!”
 
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A mio papà vado bene solo quando gli assomiglio.
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“Un pomeriggio sto giocando con le mie automobiline quando la mamma mi dice di smettere e di andare subito a farmi la doccia. Io mi arrabbio molto e le rispondo di no, che non ci vadosubito, perché non sono un bambino automatico.”