educare alla liberta sm

PRESENTAZIONE DEL SITO www.educareallaliberta.org

Posted on 21 novembre 2013 by Andrea Sola

QUALCHE PRINCIPIO

L’attuale crisi dei sistemi educativi e formativi ha la sua origine nella presenza di un vuoto culturale che riguarda la incapacità di attenzione all’infanzia ed alla giovinezza, cioè alla sostanza del rapporto educativo, non soltanto da parte delle istituzioni ma dell’intera compagine sociale.

Il rapporto con l’infanzia della società adulta è dominato dalle leggi del mercato, non solo in quanto destinataria dei prodotti di consumo, che ne è l’aspetto più evidente, ma anche per il progetto di omologazione totalizzante dei valori di riferimento con cui si misura il rapporto con l’infanzia. Cosa vuol dire questo? che c’è una volontà sistematica di riportare tutto il sapere ad una scala di valori uguale per tutti, cioè la volontà dichiarata di azzerare le differenze per poter utilizzare unità di misura universali, che è la traduzione “pedagogica” del concetto di uomo-merce, che si misura per la sua capacità di consumo, dove il “sapere” parcellizzato e centrifugato, diventa misurabile e quindi gestibile da una società che ha perso la capacità di accettare e valorizzare le differenze.

Noi crediamo che la libertà faccia parte della persona, del suo essere, sia un diritto naturale di tutti, anche dei bambini, e che il rispetto nei loro confronti sia un principio sacrosanto ma purtroppo dimenticato.

Crediamo che il rapporto con i giovani debba essere basato sul loro rispetto come persona e quindi attento innanzitutto alle qualità di ciascuno; gli strumenti per conoscere, sperimentare e mettersi alla prova dovrebbero essere concepiti con lo scopo di offrire quante più opportunità di esprimersi secondo la propria indole e quindi di sviuppare liberamente la propria personalità.

Noi pensiamo che il centro di un rapporto formativo stia nella qualità della relazione educativa che viene instaurata e che quindi sia fondamentale la presenza di di un legame di affettività ed empatia tra adulto e ragazzo, ciò che implica che rispetto e sincerità debbano essere alla base della relazione.

Le proposte formative devono partire dalla realtà concreta che costituisce la vita del giovane (le passioni, i gusti, i problemi psicologici e materiali). Non è accettabile alcuna gerarchia di importanza tra i diversi campi del sapere nè tra le diverse facoltà psicofisiche dei ragazzi: tutte le attività hanno pari dignità ed ognuno deve essere libero di approfondire le conoscenze che desidera. Noi crediamo nel valore di tutte le forme di apprendimento: il corpo, il movimento, la cura dei sentimenti, l’espressione artistica e musicale, non possono essere considerati argomenti secondari, ma parte integrante della crescita e della formazione della persona.

Crediamo sia oggi necessario far rinascere un dibattito che affronti il problema del rapporto educativo, facendogli riprendere quella centralità che dovrebbe avere quando si abbiano a cuore le sorti future del vivere comune; è quindi fondamentale dare spazio a tutte quelle esperienze che si oppongono alla logica imperante e tentano, da questo punto di vista non fa differenza se si stia agendo fuori o dentro l’istituzione, di ricostruire un rapporto educativo costruttivo.

L’agire nell’ambito del discorso educativo cercando di far emergere quante più opzioni, quanti più possibili ambiti di intervento, teorico e pratico, nuovi, può essere un punto di partenza utile per rilanciare un intervento genuinamente “politico” su questo terreno.

Crediamo che i numerosi gruppi che, oggi anche in Italia, stanno dando avvio ad iniziative educative autogestite, rappresentino un esempio importantissimo di riappropriazione di un diritto all’autodeterminazione anche in un ambito tradizionalmente dominato da una logica statalista. Queste sperimentazioni vanno  a nostro avviso assolutamente incoraggiate e sostenute anche in nome del fatto che, lungi dal rappresentare un attacco alla istituzione scolastica pubblica, possono al contrario dare un grande contributo al processo di trasformazione del sistema educativo complessivo.

Le pratiche educative, le esperienze ed i materiali di studio che qui vogliamo raccogliere si ispirano a questi pochi, semplici criteri e ci auguriamo che possano contribuire ad un ampliamento degli orizzonti del possibile, oggi quanto mai necessario. (A. Sola)

 

IL SITO

I materiali presenti sono suddivisi per argomenti, elencati nel menù a sinistra.

I post che compaiono nella homepage sono solo quelli più recenti e sono quindi riferiti a tematiche varie.

Chi volesse contribuire ad ampliarne i contenuti è il benvenuto: può inviarci il materiale via email, per una verifica preliminare.

E’ inoltre nostra intenzione costruire una mappa delle esperienze in corso nell’ambito delle sperimentazioni educative sia esterne che interne all’ambito scolastico istituzionale. Invitiamo quindi tutti coloro che stiano conducendo tali pratiche o che siano a conoscenza di iniziative del genere, a segnalarcele, fornendone una descrizione  od aiutandoci a reperire informazioni al riguardo.

Chi fosse interessato a formare gruppi autogestiti di educazione democratica/libertaria ce lo segnali,  provvederemo a metterlo in contatto con i gruppi più prossimi e ad aggiornarlo sulle nuove iniziative.

A tutti coloro che lo desiderano invieremo una newsletter mensile in cui verranno segnalati i nuovi materiali via via inseriti nel sito.

Invitiamo inoltre i redattori di altri siti che trattano tematiche simili ad inviarci i loro indirizzi e ad inserire, se lo ritengono utile, la segnalazione di questo sito nel loro spazio.

I materiali presenti in questo sito sono consultabili e scaricabili liberamente ; preghiamo chi volesse farlo ad utilizzare il link a questo sito e non a fare “copia|incolla”.