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Primo viaggio del Mammutbus: da Scampia all’Umbria

Posted on 19 luglio 2014 by Andrea Sola

 

Il camper parte dall’autorimessa, arriva la Mammut e da lì verso le scuole. Ogni volta in una scuola diversa. Due settimane di orme e ruote lasciate per la strada. Fa sosta all’entrata delle scuole e si fa bello. Si mette il vestito migliore.

Ricopre i suoi lati di disegni di bambini e migranti, immagini di porte chiuse che vorrebbero aprire.  Davanti campeggia una grande scritta “Mammutbus in costruzione”. Infondo sono i suoi primi viaggi, è ancora spoglio, il pelo gli spunterà pian piano,  colorato e gioioso. Dietro ha dei quadri, ognuno è una delle porta su cui ogni classe ha deciso di focalizzare il suo percorso, porte chiuse che vorrebbero aprire. Poi si veste dentro, perché è un po’ come un cavallo di Troia o la balena di Pinocchio. Dentro nasconde un altro mondo. E’ buio, luci intermittenti permettono di intravedere quello che c’ intorno : foglie e rami di alberi, pietre preziose e cristalli, i cavalli di Alì Babà e la Lira di Orfeo. Nascosto nella parte alta si intravede l’uomo delle stelle, che racconta ai bambini che quello è un posto particolarmente magico, che di giorno qui vi dimorano le stelle e si riposano, per andare poi di notte ad illuminare i cieli. Ad ogni bambino sussurra un segreto e gli lascia magicamente un po’ di polvere di stelle, che quando usciranno si troveranno addosso senza sapere neanche come quando e perché .Quando tutto è pronto, a gruppi di 3/4 alla volta arrivano i bambini ed iniziano il loro viaggio. Un ricerca tra il buio e la luce, tra gli oggetti misteriosi nascosti in ogni meandro del Mammutbus. Sono tutti molto emozionati, l’aria che si respira in questo posto è misteriosa, qualcuno ci mette un po’ prima di iniziare la ricerca, qualcun altro passa subito all’azione. Tra tutti gli oggetti che troveranno, dovranno sceglierne uno, ricordarlo bene, ogni particolare e una volta usciti, dovranno ricreare la storia mitica che secondo loro è  nascosta dietro la cosa che hanno scelto. Chi avrò usato il cristallo? Cosa ci faceva? E quel ramo cosi particolare a cosa sarà servito? Quella Lira apparteneva a quale musicista? E cosa cantava? Ogni cosa ha in se una storia, un vissuto, un lungo passato e toccherà ai bambini raccontarcelo. Solo loro sanno la verità. Ognuno la sua, tutte diverse, ma pur sempre le verità.Hanno le facce  entusiasti quando escono dopo 4 minuti dal camper, sono tutti luccicanti di polvere di stelle e con estasi tentano di dire agli amici che entreranno dopo che lì dentro è tutto bello e devono correre subito per entrare. Tornano in classe che non vedono l’ora di iniziare a scrivere o disegnare la loro storia, quel mito che c’è dietro la loro scelta.E allora ci siamo inventati un concorso. Il disegno o il racconto più mitologicamente mitico vincerà il primo premio del Mammutbus. In palio c’è una storia, chi vince potrà avere in regalo il racconto delle vicende di Orfeo ed Euridice. Quando gli diciamo il premio si esaltano ancora di più, muoiono dalla voglio di essere raccontati le favole.Sento che i bambini oggi conoscono poco le favole e le storie mitologiche, sono abituati la sera a mettersi davanti alle tv o ai tablet prima di andare a letto. Nessuno più gli racconta le storie, quelle che poi gli faranno fare dei sogni meravigliosi. Eppure ne hanno tanta voglia, ogni volta che gli raccontiamo qualcosa sono incantati. Ma purtroppo sembra non ci sia tempo per loro, Porta a Porta e il suo plastico, la posta di canale 5 e lo zapping con il telecomando nel letto  sono troppo importanti. Elsa Morante direbbe che gli Infelici Molti pensando ad altro, piuttosto che ai Felici Pochi che nel letto avrebbero bisogno di sentire una voce sussurrargli di innamorati, caverne, fuochi, villaggi e draghi…

I viaggi di Mammutbus: luglio 2014

Prima avventura del Mammut in giro per il mondo. E così Gulliver si svegliò a Nocera Umbra e dintorni. Tra caccia al tesoro, costruzione di totem e acquedotti, tra boschi di giorno e di notte, tra orse maggiori e piume di animali notturni.