Violenza in un asilo: ecco la pedagogia nera ancora pienamente in atto. di Andrea Sola

Ecco la pedagogia nera ancora pienamente in atto! un caso davvero terrificante (avvenuto in un asilo di Vercelli ed emerso il 23 novembre cui è seguito l’arresto di tre maestre cinquantenni) di come la violenza sui bambini si possa esercitare del tutto nascostamente:

il meccanismo è sempre quello, diabolico, così perfettamente descritto dal concetto di “pedagogia nera” purtroppo completamente ignorato anche dai nostri educatori più progressisti (ironia davvero tragica: la scuola in questione è intitolata a Janus Korczak!!!).

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LA CATENA INVISIBILE DEL MALE, Pe­da­go­gia Ne­ra. Fon­ti sto­ri­che del­l’e­du­ca­zio­ne ci­vi­le (a cu­ra di Pao­lo Per­ti­ca­ri) di Ka­tha­ri­na Ru­tsch­ky

UNA CITTÀ n. 230 / 2016 aprile

Intervista a Paolo Perticari
realizzata da Barbara Bertoncin

“Rimasto ignorato dal pubblico italiano e mondiale per quasi quarant’anni il libro della Rutschky documenta una storia scientifica e umana che si sussegue dal XVIII secolo fino ai giorni nostri sotto lo sguardo silente, attento e misterioso dei bambini nelle case civili dell’Europa e del mondo. Che cosa si nasconde dietro tutto ciò? Probabilmente il più importante libro, il più rilevante movimento del pensiero sui bambini, sulla violenza, sull’educazione, sul potere e sul male del XX secolo.” (Dalla Introduzione di Paolo Perticari)

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L’onda lunga delle pedagogie nere, di Grazia Fresco Honegger

Questo pezzo di Grazia Fresco Honegger è uscito sul n.1 della rivista Gli Asini nell’estate del 2010. Abbonati ora per ricevere la versione cartacea.

illustrazione di Adelchi Galloni

illustrazione di Adelchi Galloni

Alice Miller, psicoanalista zurighese, dopo aver lavorato per lunghi anni con gli adulti, intorno al 1980 decise di uscire dalla Società Psicoanalitica Svizzera e di chiudere con la professione, convinta ormai che “la teoria e la pratica psicoanalitica mascherino o rendano irriconoscibili le cause e le conseguenze dei maltrattamenti infantili, visti come fantasie quando invece sono fatti concreti[1]”.

 

 

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