Una esperienza che fa riflettere

PANDEMIA O PANDEMENZA?

 Lo studioso dell’educazione Sugata Mitra affronta uno dei più grandi problemi dell’istruzione: i fondamenti della capacità reale di apprendere. La straordinaria attualità di tali esperienze risulta particolarmente evidente nelle presenti circostanze.

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Sugata Mitra, una nuova conferenza: Costruiamo una scuola nelle nuvole

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Educational researcher Dr. Sugata Mitra’s “Hole in the Wall” experiments have shown that, in the absence of supervision or formal teaching, children can teach themselves and each other, if they’re motivated by curiosity and peer interest. In 1999, Mitra and his colleagues dug a hole in a wall bordering an urban slum in New Delhi, installed an Internet-connected PC, and left it there (with a hidden camera filming the area). What they saw was kids from the slum playing around with the computer and in the process learning how to use it and how to go online, and then teaching each other.

The “Hole in the Wall” project demonstrates that, even in the absence of any direct input from a teacher, an environment that stimulates curiosity can cause learning through self-instruction and peer-shared knowledge. Mitra, who’s now a professor of educational technology at Newcastle University (UK), calls it “minimally invasive education.”

At TED2013, Sugata Mitra made a bold TED Prize wish: Help me build a place where children can explore and learn on their own — and teach one another — using resouces from the worldwide cloud.

Download the Self Organized Learning Environment (SOLE) Toolkit >>

Conferenza di Sugata Mitra

Sugata Mitra: The child-driven education

Nel 1999 Sugata Mitra e i suoi colleghi fecero “un buco nel muro” in uno slum urbano a New Delhi, vi installarono all’interno un PC connesso ad internet e lo lasciarono li (con una telecamera nascosta che riprendeva lo spazio): ciò che videro furono bambini che giocavano con un computer e mentre lo facevano imparavano ad usarlo e a navigare in internet, e poi che si insegnavano l’un l’altro quello che avevano imparato.
Negli anni successivi replicarono l’esperimento in altre parti dell’India, urbane e rurali, con risultati simili. Il progetto “buco nel muro” dimostra che, anche in assenza di un intervento diretto da parte di un insegnante, una installazione che stimola la curiosità produce conoscenze e saperi condivisi.
Mitra, che ora professore di educational technology alla Newcastle University (UK), chiama ciò educazione “minimally invasive”.

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