A proposito dell’appello di Lorenzoni sull’uso degli strumenti multimediali nella scuola primaria, di Andrea Sola

L’appello di Lorenzoni  e la sua rivendicazione della difesa di un rapporto autentico con il reale è certamente sacrosanto e condivisibile perché mette il dito nella piaga della duplice sopraffazione dell’infanzia da parte del mercato e della sua dilagante dipendenza dalle immagini virtuali. Il problema su cui però vorrei fermare l’attenzione è quello che riguarda le possibili forme di intervento concreto che potremmo avere a disposizione per contrastare questa dilagante barbarie in cui è travolta la relazione educativa.

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Oltrescuola, osservatorio sulla scuola e l’educazione nel veneziano

Esperienze didattiche e pedagogiche di rilievo nel territorio del veneziano, situazioni di particolare criticità, progetti innovativi anche di realtà diverse, riflessioni e contributi di chi è impegnato nel settore.

www.oltrescuola.org 

 

 

 Il gruppo si propone di promuovere occasioni di incontro \ confronto sul tema della relazione educativa, aperte alle istituzioni locali ed ai cittadini che a vario titolo, siano essi insegnanti, genitori, studenti od altro, ne siano coinvolti.

Crediamo sia oggi all’ordine del giorno la necessità, da una parte, di far rinascere un dibattito che affronti il problema del rapporto educativo, facendogli riprendere quella centralità che dovrebbe avere anche nell’ambito del dibattito attuale sulla difesa dei beni comuni; e dall’altra, dare spazio a tutte quelle esperienze che si oppongono alla logica imperante e tentano, da questo punto di vista non fa differenza se si stia agendo fuori o dentro l’istituzione, di ricostruire un rapporto educativo costruttivo. L’agire nell’ambito del discorso educativo cercando di far emergere quante più opzioni, quanti più possibili ambiti di intervento, teorico e pratico, nuovi, sembra essere un ambito di intervento quanto mai necessario.

Il gruppo si propone quindi di dare voce e spazio alla costruzione di occasioni di discussione e confronto tra persone che, pur provenendo da ambiti ed esperienze diversi, hanno interesse a dare vita ad un luogo in cui sia finalmente possibile ricercare forme di azione concrete per affrontare la centralità del rapporto educativo nel rispetto dei veri protagonisti di questo rapporto, che sono i bambini e i giovani.

L’attuale crisi dei sistemi educativi e formativi ha la sua origine nella presenza di un vuoto culturale che riguarda la incapacità di attenzione all’infanzia ed alla giovinezza, cioè alla sostanza del rapporto educativo, non soltanto da parte delle istituzioni ma da parte dell’intera compagine sociale.

Il rapporto con l’infanzia della società adulta è dominato dalle leggi del mercato, non soltanto perchè destinataria dei prodotti di consumo, che ne è l’aspetto più evidente, ma anche per il progetto di omologazione totalizzante dei valori di riferimento con cui si misura il rapporto con l’infanzia. C’è una volontà sistematica di riportare tutto il sapere ad una scala di valori uguale per tutti, cioè la volontà dichiarata di azzerare le differenze per poter utilizzare unità di misura universali, che è la traduzione “pedagogica” del concetto di uomo-merce, che si misura per la sua capacità di consumare merci, dove il “sapere” parcellizzato e centrifugato, diventa misurabile e quindi gestibile da una società che ha perso la capacità di accettare e valorizzare le differenze.

Noi crediamo che la libertà faccia parte della persona, del suo essere, sia un diritto naturale di tutti, anche dei bambini, e che il rispetto nei loro confronti sia un principio sacrosanto ma purtroppo dimenticato. Crediamo che il rapporto con i giovani debba essere basato sul loro rispetto come persone e quindi attento innanzitutto alle qualità di ciascuno; gli strumenti per conoscere, sperimentare e mettersi alla prova dovrebbero essere concepiti con lo scopo di offrire quante più opportunità di esprimersi secondo la propria indole e quindi di sviuppare liberamente la propria personalità. Noi pensiamo che il centro di un rapporto formativo stia nella qualità della relazione educativa che viene instaurata e che quindi sia fondamentale la presenza di di un legame di affettività ed empatia tra adulto e ragazzo, ciò che implica che rispetto e sincerità debbano essere alla base della relazione.