Record di abbandoni dalla professione di insegnante dopo un solo anno di scuola in Inghilterra

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Germania, In classe ti insegno il lavoro; un articolo di Stefano Vastano. da L’Espresso

Fonti: L’Espresso

Altro che Gymnasium. La scuola migliore di Germania è un istituto professionale. Che mischia le età, abolisce le cattedre, la scegliere le lezioni, è solo femminile. E manda subito in fabbrica

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PRESENTAZIONE DELLE ATTIVITA’ DEL CENTRO PANDORA che ha sede a Mestre all’interno del parco cittadino di Forte Marghera

 Il Centro Pandora è impegnato nella costruzione di esperienze educative basate sui principi della libertà e  del rispetto dei bambini e dei ragazzi; si propone inoltre di costruire occasioni di discussione e confronto per affrontare i problemi dei giovani a partire dalla centralità del rapporto educativo.
 

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Tutti gli audio documentari sulla scuola di Amisnet. ELENCO AGGIORNATO

 

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Chi siamo

Amisnet è un’agenzia radiofonica indipendente. Dal 1998 realizza programmi di approfondimento distribuiti gratuitamente a una rete di radio comunitarie e locali italiane.
I nostri microfoni danno voce alle persone, alle notizie e ai racconti che faticano ad emergere nei media tradizionali. Un orecchio non convenzionale alla ricerca di storie e narrazioni quotidiane e lontane dal sensazionale. Un settimanale radiofonico che offre dal lunedì al sabato una selezione di programmi a disposizione delle radio, consultabile e scaricabile liberamente dal nostro sito.
Membro dell’Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie (AMARC), Amisnet realizza progetti a sostegno del diritto all’informazione e alla comunicazione e in particolare si occupa di creare o rafforzare emittenti comunitarie in diversi paesi. Negli anni l’agenzia ha contribuito alla nascita e al sostegno di radio in Giordania, Palestina, Tunisia, Congo e ha realizzato laboratori radiofonici e inchieste partecipate in diversi altri contesti.

Amisnet realizza audiodocumentari e promuove iniziative per diffondere la cultura dell’ascolto.

TUTTI I DOCUMENTARI DI TERRANAVE

SULLA SCUOLA

Terranave 31: La scuola della strada

     Il Mojoca, Movimento dei ragazzi di strada guatemaltechi, è un percorso di crescita personale, di studio e di lavoro autogestito da chi ha fatto o fa la vita di strada. Fondato dallo psicologo belga Gerard Lutte, il movimento si fonda su molte delle competenze e dei principi appresi in strada. A più di quindici

Terranave 28: La scuola tra le montagne

 A Barbiana, tra le montagne dell’Appennino toscano, una piccola scuola ha fatto crescere bambini e ragazzi in un contesto davvero speciale. Si tratta della scuola a tempo pieno di Lorenzo Milani, priore e maestro che negli anni ’50 ha dato vita ad una delle esperienze più significative della storia dell’educazione italiana.  L’equipaggio diTerranave, accompagnato

Terranave 26: Dopo la scuola

Terranave torna nelle aule italiane, per raccontare l’esperienza del doposcuola autogestito dai genitori di una scuoladi Roma, una risposta alle esigenze del territorio e un’alternativa alla scarsità di classi a tempo pieno. In chiusura a Tormentilla consigli per il benessere naturale. “Una nazione che distrugge il proprio sistema educativo, degrada la sua informazione pubblica,

Terranave 14: Cenci, la scuola dentro le cose

  In questa puntata di Terranave raccontiamo l’esperienza della casa laboratorio di Cenci. In questo casolare umbro da 32 anni bambini, adolescenti e adulti si confrontano, giocano, recitano e crescono insieme, imparando a vivere e a osservare attraverso esperienze e attività a stretto contatto con la natura. Una risposta creativa e costruttiva al deserto culturale

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La scuola dei giochi

“Quando sono grande voglio giocare da sola”. Viola ha tre anni, a chi le chiede cosa vuole fare da grande risponde che il suo lavoro è giocare. E sogna un futuro in cui potrà farlo in autonomia, lontano dagli sguardi dei grandi. Il gioco è una delle componenti essenziali della nostra vita, ma più cresciamo più tendiamo

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Scuola e orientamento. Cosa vuoi fare da grande?

Una recente analisi dell’Ocse  rivela che l’istruzione italiana conserva un livello basso di mobilità sociale. Differenze di reddito e provenienza sociale si rispecchiano in differenze di percorsi scolastici e risultati. Le ultime ricerche sociologiche hanno analizzato uno degli strumenti nati con l’obiettivo di aiutare i ragazzi a scegliere la direzione della loro carriera scolastica –

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Valutazioni a scuola. I limiti delle prove Invalsi

  Dal 2007 l’ente di ricerca  Invalsi sottopone gli alunni delle scuole italiane a una serie di test a crocette. Queste verifiche, note come prove Invalsi, hanno come fine la valutazione della scuolae dei suoi insegnanti, e non quella dei singoli alunni. Una pratica di verifica che dovrebbe garantire un’alta qualità del nostro sistema

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scuola di economia popolare

Esistono numerose esperienze di economia “altra”, un’economia che non finisce sulle prime pagine dei grandi quotidiani, che non fa notizia, ma che però vive ed è in crescente aumento. E’ un’economia reale, vicina alla gente, realizzata attraverso banche che non si mettono al servizio della finanza, scuole di economia gratuite e aperte a tutti, laboratori

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Scuola e tecnologie. Quando la didattica diventa digitale

Nel 2013 il Ministero dell’istruzione ha stanziato quattro milioni di euro per il progetto “Class@ 2.0″. Incluso tra le azioni del Piano Nazionale Scuole Digitali, il programma  consiste in una sperimentazione di “didattica digitale”, attraverso l’uso intensivo e diffuso di apparecchi tecnologici. Ma cosa comporta l’introduzione massiva di supporti digitali nelle scuole e quali influenze

giochi

Terranave: Scuole in gioco

La metodologia del gioco è una branca della didattica dedicata all’insegnamento di metodologie non frontali e attive da applicare all’interno delle  scuole e in tutti quei contesti dove si fa educazione. Obiettivo primario: creare una “nicchia ecologica” entro cui i ragazzi possano  imparare a comunicare con attività non verbali e ludiche.   “Non basta insegnare a

Terranave 35: Geografie bambine

     La penultima puntata della stagione di Terranave è dedicata agli spazi delle nostre città. In particolare ascolteremo le voci di urbanisti e architetti che da anni, per definire i loro progetti, chiedono consiglio a una delle fasce della popolazione più capace di vivere e intendere gli spazi pubblici: i bambini.     “A

Terranave 29: Se un’ape batte le ali a Pechino…

    Le api sono un elemento fondamentale di salvaguardia dell’equilibrio del nostro ecosistema. Dall’impollinazione che esse effettuano dipende un terzo dei raccolti agricoli mondiali. Negli ultimi anni però la loro vita è sempre più a rischio, a causa dell’utilizzo di pesticidi in agricoltura e dei cambiamenti climatici: una controprova del famoso “effetto farfalla”, di come

Terranave 24: Naturalmente attenti

  Educare all’amore per gli elementi naturali attraverso il teatro e ricaricare l’attenzione a contatto con la natura, sono alcuni degli intenti pedagogici del Teatro Natura della compagnia O Thiasos. In questa puntata di Terranaveraccontiamo questa originale esperienza attraverso la voce della sua ideatrice, Sista Bramini. In chiusura nella rubrica Tormentilla si parlerà di rimedi

Terranave 20: La liberazione dei mappamondi

  Nicoletta Lanciano da anni guida grandi e piccini all’osservazione delle stelle, del cammino del Sole e delle fasi della Luna. Imparare a conoscere il cielo non ha a che fare solo con la scienza, ci spiega Nicoletta, ma anche con la letteratura, la storia, la musica e la filosofia. Ma soprattutto osservare il cielo ci porta

Terranave 17: Liberi di scrivere

“Noi siamo così” è un romanzo scritto da una seconda media di Roma e dalla scrittrice Luisa Mattia. Edito dalla Sinnos, il libro è frutto di un lungo e profondo lavoro realizzato nel corso di un anno scolastico. Fortemente voluto dall’insegnante di italiano Monica Di Bernardo, il progetto è un bellissimo esempio di come si

Terranave 11: Il potere delle parole

Alla fine degli anni ’80 Danilo Dolci, educatore, poeta e attivista della nonviolenza italiana, lanciò un’iniziativa per la costituzione di un manifesto sulla comunicazione. Spaventato dal nuovo modo di comunicare dei media e del potere da essi generato, Dolci propose di ridefinire il significato di comunicazione, intesa come possibilità aperta a tutti di parlare e

Terranave 09: L’agricoltura in città

In Italia  ci sono 338 mila ettari di terreno ad uso agricolo inutilizzati. Migliaia di questi ettari si trovano all’interno delle nostre città. Una situazione paradossale, soprattutto se si pensa che il settore agricolo oggi è uno dei pochi in crescita. In questa puntata di Terranave parliamo di agricoltura in città, delle possibilità per i

Terranave 07: Un’altra educazione

Una scuola pubblica corrisponde a una scuola statale? Secondo i protagonisti di questa puntata di Terranave la risposta è no. Se “pubblica” significa “gestita dalla partecipazione diretta della comunità educante”, spiegano i nostri ospiti, questo aggettivo non può essere attribuito alle scuole statali italiane. Mentre in questi giorni migliaia di studenti e insegnanti scendono in

Terranave 06: L’orto senza zappa

Questa settimana Terranave è atterrata tra le piante e gli alberi della Fattoria Verde. In questo podere a pochi chilometri da Roma si coltivano piante aromatiche, ortaggi e grano in orti cosiddetti sinergici. Come la teoria dell’agricoltura naturale (da cui gli orti sinergici prendono vita) anche l’agricoltura sinergica non è semplicemente una tecnica di coltivazione,

Terranave 03: L’aula senza cattedra

   In questa puntata l’equipaggio di Terranave indaga su un’ alternativa all’educazione di stato che sta prendendo sempre più piede in Italia. Si chiama educazione libertaria (o democratica) e alla base c’è la libertà lasciata agli studenti di imparare. In chiusura Lianka Trozzi con la sua rubrica A testa in giù ci parlerà di animali

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Piccole grandi scuole

La scuola più piccola d’Italia si trova sull’isola di Alicudi. Il minuscolo istituto quest’anno avrebbe dovuto chiudere i battenti, ma grazie alle battaglia dei genitori e delle maestre la scuolacontinua ad esistere. Come ad Alicudi, anche in molti altri piccoli comuni le scuole rischiano la chiusura. Ne parliamo in questa puntata di Terranave, la prima della

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Maestra Luna

“Il problema è che la nostra scuola parla sulle cose, intorno alle cose, ma la realtà è che noi stiamo dentro le cose”. Franco Lorenzoni, maestro della scuola elementare di Giove e cofondatore della Casa Laboratorio di Cenci, è una delle tante voci dell’audio documentario “Maestra Luna”. Educatori, mediatori, maestri e ragazzi raccontano un’educazione diversa,

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Sogni estivi. La città con le case trasparenti

Nel corso di uno studio di progettazione  urbanistica, un bambino invitato a partecipare ha detto: “le case dovrebbero essere trasparenti, così guardo fuori”. In questa ultima puntata diTerranave accendiamo i microfoni nelle città, per cercare di capire come i giovani che trascorrono le loro vacanze nei centri urbani possano vivere gli spazi pubblici. “Se costruite una strada ci togliete

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Dall’orto alla mensa scolastica. I giovani agricoltori di Pergola

Il 4 giugno 2014 l’Istituto Comprensivo Binotti di Pergola ha festeggiato la fine dell’anno presentando al pubblico il suo orto biologico. In questa scuola in provincia di Pesaro Urbino le studentesse e gli studenti curano e gestiscono un campo di proprietà del Comune. I prodotti dell’orto sono raccolti dai ragazzi e portati alla mensa scolastica,

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Archimede e Galileo, super eroi dei nostri tempi

Anche se da molti è considerata una materia ostica e astratta, la matematica nasce per rispondere a esigenze concrete delle persone. Raccontare la vita degli scienziati, ripercorrere la storia di questa disciplina, riportare la matematica nelle cose di uso quotidiano, sono gli obiettivi di molti insegnanti e maestri. “Non è ammissibile iniziare lo studio della

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Mario Lodi, il maestro che liberava la fantasia

Mario Lodi, maestro, scrittore e straordinario pedagogista, è morto domenica 2 marzo 2014. Il mestiere del maestro, diceva, non consiste solo nell’insegnare a leggere, scrivere, calcolare, ma anche nell’inventare, capire il mondo e diventare amici. Lodi sosteneva che non sarebbero state le leggi a fare migliore la scuola, ma i buoni maestri. Oggi in Italia sono molti

Terranave

Terranave è un programma di Marzia Coronati
Per informazioni o consigli scrivete a radioterranave@gmail.com
Terranave è trasmesso da:
Radio Flash (Torino, 97.6)  giovedì 15 (replica giovedì 20,00)
Radio Kairos (Bologna, 105,85)  sabato 13,00 (replica giovedì 14,30)
Radio Indygesta (Web Radio)
Radio Onda d’urto (Brescia, Cremona, Piacenza, 99.6) mercoledì 13,30
Radio Ciroma (Cosenza, 105,7) giovedì 17,00
Radio Onde Furlane (Udine e Gorizia) sabato 17,30
Radio Beckwith (Torino) mercoledì 14,30 (in replica domenica 13,30)
Radio Gold (Alessandria)
Radio Popolare Salento (Lecce, Taranto)
Radio Sonar (web radio)

la storia di un rapporto profondo tra una maestra ed una allieva: Maria e Dinushi, di Lea Melandri

Quanto contano i legami di sangue, e quanto gli incontri che si fanno nella vita? Un genitore biologico, che non si è fatto in tempo a conoscere, può restare nell’immaginario, nei pensieri segreti di un bambino, maschio o femmina che sia, ma a segnare in modo duraturo la sua individualità nel momento della maggiore dipendenza è inevitabile che siano le persone che se ne prendono cura, occupandosi materialmente e intellettualmente della sua crescita e della sua educazione.

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Non opprimere i figli con l’idea della scuola, di Natalia Ginzburg. 1960

Cos’è il “rendimento scolastico”?

Non opprimere i figli con l’idea della scuola (di Natalia Ginzburg)
copertinaAl rendimento scolastico dei nostri figli, siamo soliti dare un’importanza che è del tutto infondata. E anche questo non è se non rispetto per la piccola virtù del successo. Dovrebbe bastarci che non restassero troppo indietro agli altri, che non si facessero bocciare agli esami; ma noi non ci accontentiamo di questo; vogliamo, da loro, il successo, vogliamo che diano delle soddisfazioni al nostro orgoglio.Se vanno male a scuola, o semplicemente non così bene come noi pretendiamo, subito innalziamo fra loro e noi la bandiera del malcontento costante; prendiamo con loro il tono di voce imbronciato e piagnucoloso di chi lamenta un’offesa. Allora i nostri figli, tediati, s’allontanano da noi. Oppure li assecondiamo nelle loro proteste contro i maestri che non li hanno capiti, ci atteggiamo, insieme con loro, a vittime d’una ingiustizia. E ogni giorno gli correggiamo i compiti, anzi ci sediamo accanto a loro quando fanno i compiti, studiamo con loro le lezioni.In verità la scuola dovrebbe essere fin dal principio, per un ragazzo, la prima battaglia da affrontare da solo, senza di noi; fin dal principio dovrebbe esser chiaro che quello è un suo campo di battaglia, dove noi non possiamo dargli che un soccorso del tutto occasionale e illusorio. E se là subisce ingiustizie o viene incompreso, è necessario lasciargli intendere che non c’è nulla di strano, perché nella vita dobbiamo aspettarci d’esser continuamente incompresi e misconosciuti, e di essere vittime d’ingiustizia: e la sola cosa che importa è non commettere ingiustizia noi stessi. I successi o insuccessi dei nostri figli, noi li dividiamo con loro perché gli vogliamo bene, ma allo stesso modo e in egual misura come essi dividono, a mano a mano che diventano grandi, i nostri successi o insuccessi, le nostre contentezze o preoccupazioni. È falso che essi abbiano il dovere, di fronte a noi, d’esser bravi a scuola e di dare allo studio il meglio del loro ingegno. Il loro dovere di fronte a noi è puramente quello, visto che li abbiamo avviati agli studi, di andare avanti. Se il meglio del loro ingegno vogliono spenderlo non nella scuola, ma in altra cosa che li appassioni, raccolta di coleotteri o studio della lingua turca, sono fatti loro e non abbiamo nessun diritto di rimproverarli, di mostrarci offesi nell’orgoglio, frustrati d’una soddisfazione. Se il meglio del loro ingegno non hanno l’aria di volerlo spendere per ora in nulla, e passano le giornate al tavolino masticando una penna, neppure in tal caso abbiamo il diritto di sgridarli molto: chissà, forse quello che a noi sembra ozio è in realtà fantasticheria e riflessione, che, domani, daranno frutti. Se il meglio delle loro energie e del loro ingegno sembra che lo sprechino, buttati in fondo a un divano a leggere romanzi stupidi, o scatenati in un prato a giocare a football, ancora una volta non possiamo sapere se veramente si tratti di spreco dell’energia e dell’impegno, o se anche questo, domani, in qualche forma che ora ignoriamo, darà frutti. Perché infinite sono le possibilità dello spirito. Ma non dobbiamo lasciarci prendere, noi, i genitori, dal panico dell’insuccesso. I nostri rimproveri debbono essere come raffiche di vento o di temporale: violenti, ma subito dimenticati; nulla che possa oscurare la natura dei nostri rapporti coi nostri figli, intorbidarne la limpidità e la pace. I nostri figli, noi siamo là per consolarli, se un insuccesso li ha addolorati; siamo là per fargli coraggio, se un insuccesso li ha mortificati. Siamo anche là per fargli abbassare la cresta, se un successo li ha insuperbiti. Siamo per ridurre la scuola nei suoi umili ed angusti confini; nulla che possa ipotecare il futuro; una semplice offerta di strumenti, fra i quali forse è possibile sceglierne uno di cui giovarsi domani. Quello che deve starci a cuore, nell’educazione, è che nei nostri figli non venga mai meno l’amore per la vita, né oppresso dalla paura di vivere, ma semplicemente in stato d’attesa, intento a preparare se stesso alla propria vocazione. E che cos’è la vocazione di un essere umano, se non la più alta espressione del suo amore per la vita? (Natalia Ginzburg, Le piccole virtù, pubblicato originariamente su “Nuovi Argomenti” nel 1960)

Ridef 2014: intervista a Inger Nordheden, insegnante Freinet svedese

Ridef 2014: intervista a Inger Nordheden, insegnante Freinet svedese.

Nell’intervista viene descritta l’attuale situazione delle free schools svedesi che hanno una storia più che ventennale e sono completamente fianziate dallo Stato. In particolare si descrive il conflitto in atto tra la tendenza ad un uso economicamente strumentale da parte dei gestori di alcune scuole e la opposizione a questa deriva da parte delle diverse tipologie di scuole libere (Steineriane, Montessori, Freinet ed altre) accomunate da impegno ideale e non finalizzato al profitto.

 

Inger Nordheden insegna al College of Teachers dell’ Università di Stoccolma.E’ stata una delle fondatrici della Freinet School Chesnut di Stoccolma. E’  uscito recentemente il suo ultimo libro “Adventures in Education”, The emerge of the Modern School Movement in Sweden. ForlagKastanien ℅ Inger Nordheden, Nordenflychtsvagen 67, SE –  112 15 Stockholm – Sweden    

Una scuola del piacentino da un anno ha deciso di dimezzare i costi dei libri scolastici e in cambio ha chiesto ai genitori di dotare i figli di un tablet; uno strumento versatile che impone uno stile di insegnamento diverso e anche un ripensamento degli spazi; l’importanza di un corpo insegnante affiatato e di una vera scuola di comunità

 

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Una scuola del piacentino da un anno ha deciso di dimezzare i costi dei libri scolastici e in cambio ha chiesto ai genitori di dotare i figli di un tablet; uno strumento versatile che impone uno stile di insegnamento diverso e anche un ripensamento degli spazi; l’importanza di un corpo insegnante affiatato e di una vera scuola di comunità. Intervista a Daniele Barca, Angelo Bardini e Giusy Vallisa.

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LE INSIDIE DELLA VALUTAZIONE, di M. Boarelli, dal N. 18 della rivista “GLI ASINI”

Le insidie della valutazione

 

di Mauro Boarelli

LEGGI L’ARTICOLO

Questo articolo è uscito sul numero 18 de “Gli asini”, ottobre/novembre 2013Abbonati ora per avere la versione cartacea.

Mani con occhio

 

“[…] Tu dovresti essere nella progettazione.”

“Non ho attitudine alla progettazione” disse Bud. “I test lo hanno dimostrato.”

Ci doveva essere anche questo, sulla sua scheda sfortunata. C’erano tutti i risultati del suo test attitudinale: immutabili, irrevocabili, e la scheda aveva sempre ragione. “Ma tu saiprogettare” disse Paul. “E lo fai con più estro e fantasia delle primedonne del laboratorio.” […]

“Ma il test dice di no” disse Bud.

Kurt Vonnegut, Player Piano, 1952

 

PRESENTAZIONE DEL SITO www.educareallaliberta.org

QUALCHE PRINCIPIO

L’attuale crisi dei sistemi educativi e formativi ha la sua origine nella presenza di un vuoto culturale che riguarda la incapacità di attenzione all’infanzia ed alla giovinezza, cioè alla sostanza del rapporto educativo, non soltanto da parte delle istituzioni ma dell’intera compagine sociale.

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LA PRIMA SCUOLA Un progetto a cura di ZaLab per e con le scuole primarie

LA PRIMA SCUOLA

Un progetto a cura di ZaLab per e con le scuole primarie collegato alla distribuzione del film
IL PROGETTONEWS: è finalmente disponibile online il BANDO del concorso “La Prima Scuola” con tutti i riferimenti e la documentazione ufficiale per inviare la propria candidatura. Clicca QUI per scaricare il bando e la documentazione necessaria per partecipare! 

La prima scuola è un progetto che vuole riportare la scuola elementare italiana al centro delle questioni nazionali. Non si tratta di un’impresa facile dopo 20 anni di sistematica erosione della consapevolezza e del ruolo della scuola pubblicanella vita dei nostri figli, che ha determinato un serio regresso rispetto alle conquiste e ai modelli di eccellenza sviluppati nel ventennio precedente.

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Intervista ad Andrea Sola sulle pratiche educative libertarie a cura di Graziella Pesce per awakeningzone.com

L’intervista, andata in onda sulla web radio Awakeningzone, tratta dell’esperienza dei laboratori di narrazione per immagini “Il gesto e la parola” e della pratica della educazione libera ed autogestita.

A proposito dell’appello di Lorenzoni sull’uso degli strumenti multimediali nella scuola primaria, di Andrea Sola

L’appello di Lorenzoni  e la sua rivendicazione della difesa di un rapporto autentico con il reale è certamente sacrosanto e condivisibile perché mette il dito nella piaga della duplice sopraffazione dell’infanzia da parte del mercato e della sua dilagante dipendenza dalle immagini virtuali. Il problema su cui però vorrei fermare l’attenzione è quello che riguarda le possibili forme di intervento concreto che potremmo avere a disposizione per contrastare questa dilagante barbarie in cui è travolta la relazione educativa.

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un filmato sulla scuola “Paideia” spagnola

Breve filmato sull’ esperienza oramai quarantennale della Scuola Anarchica Paideia, che si trova a Mérida in Spagna ( Extremadura )

E’ uscito il n. 14 della rivista “Gli Asini”

 

“Gli asini” numero 14, febbraio – marzo 2013

 

“Gli asini” numero 14, febbraio – marzo 2013

lottare per un nuovo welfare

Strumenti
Il mondo cambia di Marco Carsetti
Un nuovo ciclo di Marina Galati
Le persone reali di Sara Honegger
Per un nuovo welfare di Giovanni Zoppoli

I doveri dell’ospitalità
Walter Benjamin come educatore
di Francesco Cappa e Martino Negri

Film: Educazione e religione
Il senso dell’esperienza religiosa di Giancarlo Gaeta
incontro con Luigi Monti
I mali della chiesa cattolica di Vinicio Albanesi
Quel che resta dei cattolici di Marco Marzano
Come si forma un prete di Laura Badaracchi
Le comunità di base di Beppe Manni
L’educazione con Comunione e Liberazione di Giorgio Morale
Doposcuola, oltre la scuola di Achille Rossi
Modello scout di Marilina Laforgia e Matteo Spano
Crossing di don Angelo Cupini, Orietta Ripamonti, Angelo Villa
incontro con Goffredo Fofi e Giacomo Pontremoli

Immagini
Le Petit Néant a cura di Miguel Angel Valdivia

Scenari 1
Le avventure dei giovani lettori di Fabio Pusterla
Le ragazze farfalle di Cagliari di Giulio Angioni
Dynamis, un teatro per adolescenti di Andrea De Magistris
Invecchia bene Ammaniti? di Nicola Villa

Scenari 2
Scritto nel carcere di Alberto Capitta
Le “piccole virtù” per Natalia Ginzburg di Sara Honegger
Elsa Morante come antidoto politico di Giacomo Pontremoli
Bambini nel futuro di Matteo Marchesini

Prezzo: 8.50 €

“Un’altra scuola è possibile” RASSEGNA VIDEO SULLE TEMATICHE DELLA SCUOLA E DELLA EDUCAZIONE a Venezia e Mestre

“Un’altra scuola è possibile”

 RASSEGNA VIDEO SULLE TEMATICHE DELLA SCUOLA E DELLA EDUCAZIONE 

alla Centrale Plip di Mestre e al Circolo Arci F.Trentin Baratto di Venezia

a cura di Andrea Sola

 

Su richiesta le proiezioni possono essere anche fatte  nelle scuole o in altre sedi nel resto d’Italia.

Lunedì 8 aprile  alle ore 18,15 al Circolo Arci  di Venezia

Martedì 9 aprile, ore 21 alla Centrale Plip di Mestre

Quando negli anni sessanta ancora si sperava che la scuola potesse cambiare.

Estratti da: Diario di un maestro di Vittorio De Seta e  I malestanti (2003) di C. Di Mambro, L. Mandrile, M. Venditti (un film sulla vita adulta dei protagonisti del Diario).

Il celebre film di Vittorio De Seta del 1972 in cui viene ripresa la vera esperienza scolastica di un maestro/attore in una borgata romana.

 

Lunedì 15 aprile  alle ore 18,15 al Circolo Arci  di Venezia

Martedì 16 aprile, ore 21 alla Centrale Plip di Mestre

Il movimento delle Scuole Democratiche in Israele. 

Dal 1985 in Israele sono nate numerosissime scuole autogestite basate sui principi libertari della rispetto del bambino, della libertà e della responsabilità individuale nell’apprendimento, della pratica della democrazia all’interno delle scuole. Lo Stato sta gradualmente accettando di finanziarle e soprattutto di portare queste esperienze all’interno delle scuole normali. E’ anche nata una facoltà universitaria in cui si studia questo modo di fare scuola.

 

Lunedì 22 aprile  alle ore 18,15 al Circolo Arci  di Venezia

Martedì 23 aprile, ore 21 alla Centrale Plip di Mestre

Il dottor Korkzac di Andrej Vajda ed estratti dalle sue trasmissioni radio.

Il grande maestro polacco vissuto tra le due guerre che ha fatto del profondo rispetto per il bambino la guida del suo agire, portando la sua scelta fino alle estreme conseguenze.

 

Lunedì 29 aprile  alle ore 18,15 al Circolo Arci  di Venezia

Martedì 30 aprile, ore 21 alla Centrale Plip di Mestre

La crisi degli adolescenti e la scuola superiore: problema insolubile?

Selezione di filmati sulla vita delle scuole superiori; l’esempio del Liceo Statale Autogestito di Parigi.

 

Su richiesta le proiezioni possono essere anche fatte  nelle scuole o in altre sedi.

 

 

La rassegna  si terrà alla Centrale Plip , via San Donà 195, Mestre (VE) e al Circolo Arci F.Trentin Baratto, Cannaregio 4008, Santa Sofia, Venezia

www.oltrescuola.org – email: infoeducareallaliberta.org – tel 3381376675

 

 

Mestre: venerdì 1° marzo alle ore 21 incontro pubblico di presentazione dell’Osservatorio sulla educazione e la scuola

OLTRESCUOLA

gruppo di educazione attiva

PLIP centrale dell’altraeconomia, via San Donà 195, Mestre

 

VENERDì 1 MARZO ALLE ORE 21

INCONTRO PUBBLICO:

Ripensare la relazione educativa:

un osservatorio sull’educazione e la scuola nel territorio del veneziano

 

L’Osservatorio sulla scuola e l’educazione si propone come occasione di incontro e scambio di esperienze tra chi è impegnato a vario titolo, siano essi educatori, insegnanti, genitori, studenti od altri, nell’ambito dell’educazione e della formazione, cercando quindi di superare l’attuale stato di isolamento in cui versa e che impedisce di fatto la nascita di un serio dibattito che ponga al centro le tematiche della relazione educativa.

E’ nella quotidianità della pratica scolastica e più in generale delle relazioni tra adulti e bambini che prima di tutto si vive la profonda crisi in cui versa oggi la dimensione dell’esperienza educativa e formativa: una crisi tanto radicale quanto, paradossalmente, priva di soluzioni propsitive. Vi è una incapacità ormai ‘culturale’ di affrontare un discorso sulle concrete pratiche didattiche, sulle modalità di relazione con gli adolescenti, sugli spazi di democrazia all’interno dell’istituzione scolastica, sulla libertà di insegnamento, sul rispetto delle singole individualità dei fanciulli, sulla accettazione delle peculiarità di ciascuno. Tutto questo è ormai totalmente assente dai discorsi sulla scuola e sulla istruzione. Crediamo quindi che sia utile iniziare a discutere a partire proprio dalle pratiche quotidiane in cui si sta articolando il rapporto educativo nelle singole realtà locali.

Per questo pensiamo che raccogliere e divulgare le esperienze didattiche e pedagogiche di rilievo nel territorio sia un punto di partenza per la ripresa di un discorso che voglia cercare di essere anche propositivo.

Anche evidenziare e denunciare le situazioni di particolare criticità crediamo sia un compito che vada finalmente perseguito: troppo spesso episodi di sopruso, prepotenza ed irrispetto della dignità della persona avvengono nel chiuso delle nostre patrie istituzioni, senza che si riesca a renderle oggetto almeno di una pubblica discussione.

Crediamo inoltre che vada finalmente prestata attenzione ai molti percorsi educativi esterni o laterali all’istituzione scolastica che nel mondo (ed ora  anche in Italia) si vanno perseguendo, che sono mossi dall’esigenza di sperimentazioni diverse ed alternative e che tentano di ricostruire le basi di un rapporto educativo rispettoso della dignità e della autonomia delle nuove generazioni. Anche di questi vorremmo dare conto ed invitare ad un serio confronto.

Gli strumenti messi a disposizione dall’Osservatorio saranno un sito web – www.oltrescuola.org – aperto al contributo di tutti e un appuntamento di incontro ed approfondimento quindicinale presso la sede della Centrale Plip di  Mestre.

Oltrescuola, gruppo di educazione attiva con sede alla Centrale Plip , presenterà le iniziative didattiche in programma con il Centro Pandora di Forte Marghera: i corsi di primavera ed i centri estivi.

Verrà inoltre presentato il programma della rassegna video sulle tematiche educative (a cura di A. Sola)

che si terrà nel mese di aprile alla Centrale Plip (il calendario nel sito).

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www.oltrescuola.org – email: educazione@centraleplip.org – tel 3381376675

Intervista a Franco Lorenzoni, da “Una Città”

 

UNA CITTÀ n. 199 / 2012 Dicembre 2012-Gennaio 2013Intervista a Franco Lorenzoni
realizzata da Gianni Saporetti

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intervista a Carl Honorè: L’infanzia non è una corsa

 

Vorrei iniziare questo intervento con un’osservazione, ovvero che se c’è qualcosa che ho imparato quest’anno è che l’ironia suprema di pubblicare un libro che invita le persone a rallentare è che devi andare in giro a promuoverlo molto in fretta. Ultimamente mi sembra di passare la maggior parte del mio tempo a zigzagare di città in città, di studio televisivo in studio televisivo, di intervista in intervista, e di servire il libro in bocconcini molto piccoli. 

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A Mestre parte il progetto “Oltrescuola” al Palaplip: un progetto rivolto ai ragazzi delle scuole medie, di micro-comunità educativa, luogo anche simbolico di accoglienza, di ascolto, di valorizzazione della centralità della persona.

Progetto Oltre scuola

inizia il giorno 8 ottobre e proseguirà per tutto l’anno scolastico.
INTRODUZIONE
Il progetto Oltre scuola nasce dalla collaborazione del Servizio delle Politiche sociali della
Municipalità di Carpenedo con la Cooperativa Sesterzo.
Si prefigge di operare in favore dei preadolescenti, garantendo uno spazio di incontro dove si
offrono al giovane diverse attività educative, espressive e creative come opportunità di crescita
relazionale.
Durante la fase iniziale del progetto il filo conduttore delle attività sarà incentrato sulla
creazione e coesione del gruppo, favorendo l’emergere di comportamenti di cooperazione,
atteggiamenti di collaborazione e solidarietà.
Durante la seconda fase del progetto, attraverso una forte relazione con le Associazioni del
territorio, i ragazzi saranno coinvolti e sensibilizzati su temi quali:
• Legalità
• Ambientalismo e coscienza ecologica
• Marginalità sociale, scambio tra culture, interculturalità
• Consumo critico
• Cura e tutela dei “beni comuni”
• Cibo ed educazione alimentare
• Auto produzione e re-ciclo di materiali e risorse
La Banca del Tempo, secondo i principi dell’Altra Economia promossi dalla Cooperativa
Sesterzo, si muove per costituire moderne reti di reciprocità, finalizzate all’incremento delle
opportunità personali a partire dalle proprie capacità, che permettano un miglior utilizzo della
risorsa tempo. Così facendo garantisce un contenitore di opportunità attraverso il sistema di
scambio solidale di saperi e competenze, coinvolgendo e coordinando volontari, Associazioni
ed Esperti che partecipano a questo progetto.
Ci si propone di stimolare i ragazzi su tematiche che, in modo preminente, danno corpo alla
nozione di cittadinanza responsabile quale oggi prende corpo nella vita sociale, per conoscere
poi forme concrete e realizzazioni tangibili di tali istanze.
Ci permetterà di acquisire conoscenze e apprendimenti nel costante riferimento ad un
dialogo condotto con testimoni che rappresentano associazioni e organizzazioni di cittadini
impegnati nella costruzione, gestione e promozione del bene comune. Se la scuola (così come
la famiglia, ma diremmo l’intera comunità-di-luogo) ha un precipuo compito educativo, l’Oltre
scuola, quale micro-comunità educativa, deve poter essere luogo, anche simbolico, di
accoglienza, di ascolto, di valorizzazione della centralità della persona.
Questo processo consente al ragazzo non solo di essere parte ma anche di sentirsi parte alla
costruzione di una comunità e di un mondo possibile, vivibile, sostenibile. Queste “attività”
verranno svolte, appunto, in forma laboratoriale quindi senza preminenze o accentuazioni
psicologistiche o discorsive ma attraverso sperimentazioni pratiche di gruppo.
OBIETTIVI
• Sostenere lo studio e il metodo scolastico del giovane
• Offrire al minore la possibilità di scoprire le proprie risorse e potenzialità
• Favorire lo sviluppo del senso di autostima, l’autonomia e le motivazioni
• Favorire i processi di socializzazione
• Favorire il rispetto delle regole condivise
• Favorire l’emergere di una nuova coscienza etica morale fondata sui principi di
solidarietà, responsabilizzando il giovane e rendendolo parte di una cittadinanza attiva
• Stimolare valori comunitari che permettano la valorizzazione collettiva del patrimonio
naturale e umano di ogni territorio
METODO DI INTERVENTO
E’ prevista la presenta di un educatore di riferimento che rimane accanto ai volontari e agli
esperti dei laboratori coordinando le attività, gestendo la relazione con i giovani, con le famiglie
e con i Servizi Sociali.
L’attività di Oltre scuola consiste in :
• attività per il supporto scolastico: il progetto si caratterizza nell’offerta di sostegno per
lo svolgimento dei compiti. L’educatore di riferimento e il gruppo di volontari
accompagnano il giovane nello studio e nell’approfondimento del metodo scolastico:
creando le basi per una relazione di fiducia, rappresentano un punto di riferimento
relazionale stabile e costante per il giovane.
• Laboratori e Workshop: il progetto offre una serie di attività espressive ed educative che
consistono in Laboratori e Workshop condotti da esperti e da Associazioni con la
partecipazione dell’educatore di riferimento.
I Laboratori sono percorsi di 10-12 incontri (Attività teatrale, Laboratorio di cucina e di
educazione alimentare) per garantire un percorso costante e continuativo per la crescita
espressiva e relazionale del ragazzo e del gruppo.
I diversi Workshop costituiscono ciascuno dei percorsi di 4 incontri (Attività teatrali, Laboratori
di Re-ciclo, Sperimentazioni artistiche, Montaggio di video, Educazione ambientale, Cineforum)
che mirano a stimolare la curiosità e le potenzialità del giovane.
Utilizzando diversi linguaggi e registri sensoriali, i laboratori promuovono lo sviluppo interessi e
di conoscenze per permettere al ragazzo di divenire attore critico e responsabile all’interno
della comunitˆ stimolando valori che pongono al centro lo scambio sociale e solidale tra
persone, la valorizzazione della cultura, della tradizione, dell’ambiente e del territorio.
La metodologia e gli strumenti adottati nei laboratori prevedono:
• gioco di ruolo e teatralizzazioni
• attività e giochi incentrati sulla narrazione autobiografica
• sperimentazioni artistiche
• gruppi di ricerca e di elaborazione su temi specifici
• visione di frammenti di film/documentari e discussione
A CHI E’ RIVOLTO
Viene data molta importanza al rapporto con le famiglie: non solo il momento dell’iscrizione del
ragazzo sarà importante per incontrare e conoscere la famiglia,ma verranno anche organizzati
durante l’anno degli eventi per condividere e rendere partecipe la famiglia del percorso svolto.
Inoltre il progetto agisce in sinergia con i Servizi Sociali: sono previsti incontri mensili di
monitoraggio tra l’educatore di riferimento dell’Oltre scuola e il referente responsabile dei
Servizi Sociali e incontri di monitoraggio rivolti al gruppo di volontari e esperti tenuti
dall’educatore di riferimento e il referente responsabile dei Servizi Sociali.
DURATA E ORARIO
Il progetto Oltre scuola sarà attivo da ottobre 2011 a maggio 2012.
Oltre scuola sarà aperto il lunedì e il giovedì dalle 15.00 alle 18.00 presso il Palaplip di Mestre.
Dalle 15 alle 16 si svolgeranno le attività di supporto scolastico; dalle 16.00 alle 18.00 si
svolgeranno i laboratori e i Workshop.
Info: educazione@centraleplip.it

IL GESTO E LA PAROLA Laboratori di narrazione per immagini

IL GESTO E LA PAROLA

Laboratori di narrazione per immagini

 (clicca qui per vedere le videostorie)

L’impostazione dei laboratori di narrazione per immagini consiste nel coniugare l’attività espressiva (la rappresentazione) di tipo estetico alla costruzione di una narrazione.  Il desiderio di fare, la tensione rappresentativa, il bisogno di espressione che è presente in maniera evidente in tutti i bambini ed anche, in forma più o meno latente, negli individui adulti, è il punto di partenza per un percorso  nel campo dell’espressività artistica e narrativa. Il laboratorio è il luogo in cui vengono offerti i mezzi, gli spazi e l’assistenza necessari per costruire liberamente  questa esperienza.

Si tratta di abbandonare la gabbia mentale che vuole il raggiungimento del risultato come il vero fine ultimo dell’operare: questa è in realtà una proiezione dello schema socialmente dominate nella società di mercato che vede nel prodotto il vero fine del lavoro, dello sforzo umano, e che viene fittiziamente esteso anche alle pratiche della espressività estetica.

Il centro dell’esperienza sta nel processo spontaneo della creazione, non nel raggiungimento di un risultato più o meno coerente con canoni estetici predeterminati. Non ci deve essere spazio per la presenza del fantasma dello sguardo adulto: tutte le forme di giudizio, di valutazione devono essere interne al gruppo , devono potersi autoregolare secondo le dinamiche che il gruppo stesso, a seconda della propria composizione, vorrà esprimere.

 

Le due dimensioni del racconto, quella narrativa e quella figurativa, sono fatte oggetto di una elaborazione finalizzata allo sviluppo delle potenzialità espressive e comunicative: il continuo rimando della elaborazione dal piano intellettivo (descrizione con parole) a quello sensitivo (descrizione con figure) e lo scambio dei punti di vista che comporterà, è il mezzo per un arricchimento di ciascuno dei due mezzi espressivi.

Una volta che avranno preso corpo attraverso la narrazione e la rappresentazione figurata, questi scenari diventano così un nuovo grande spazio aperto alla condivisione, il luogo in cui scambiare le diverse narrazioni e sul quale esercitare un nuovo senso della responsabilità: lo spazio di ognuno diventa componente indispensabile dello spazio comune.

 

I temi che possono essere adottati come campi della narrazione possono essere i più vari e di diverso genere, a seconda del contesto in cui si opera e della composizione degli attori: l’età, il tipo di gruppo, i tempi e le modalità del contesto in cui si opera.

Si può partire da racconti elaborati collettivamente o individualmente dagli stessi attori oppure stimolare la elaborazione di esperienze autobiografiche individuali scritte o narrate oralmente, oppure da materiali preesistenti come testi letterari od altro.

 

A titolo d’esempio, ecco alcune delle tematiche proponibili:

La descrizione della propria visione di sé, intesa come estrapolazione delle figure che connotano la propria soggettività più segreta, cioè del modo in cui ciascuno si autorappresenta: dai modi possibili di nominarsi, di descriversi in immagine, di vedersi nei propri rapporti con gli altri.

La individuazione dei luoghi e degli spazi che sono stati vissuti con maggiore senso d’appartenenza: in questo caso ad essere oggetto di autoriflessione sarà il loro ambiente di vita.

La ricerca delle forme della vita di relazione: ai ragazzi viene chiesto di individuare gli ambiti in cui più profondamente viene sentita l’importanza degli altri, le modalità delle relazioni significative di cui si sostanzia il loro vissuto.

La elaborazione in immagini di testi letterari o di  storie elaborate collettivamente, che comporta una  presa di coscienza dell’importanza della componente figurativa nella descrizione della realtà. Può essere il punto di partenza  per sperimentare la forza che può avere una visione “estetica” di un contenuto discorsivo e iniziare quindi a comprendere lo specifico apporto conoscitivo che le immagini danno ad un testo scritto.  In questo contesto la fase della “illustrazione”, che usualmente viene delegata all’intervento di un ulteriore autore,” l’illustratore del libro per ragazzi”, è svolta direttamente dai lettori/autori che sono chiamati in prima persona a dare corpo alle suggestioni visive che il testo sa evocare.

 

In questi laboratori viene impiegato regolarmente l’utilizzo di mezzi multimediali per la raccolta e la sistematizzazione dei materiali prodotti, che vengono opportunamente registrati e documentati con mezzi fotografici e video e montati in filmati che vengono riprodotti e distribuiti a tutti i partecipanti. La pratica della documentazione audio e video è funzionale all’intento di mettere al centro dell’interesse il percorso creativo: i partecipanti diventano così in prima persona  gli attori protagonisti di ciò che accade nello spazio del laboratorio.

La restituzione del percorso condotto da ciascun partecipante del gruppo sotto forma di materiale video è una forma di rafforzamento dell’identità attraverso il riconoscimento del proprio operato in un oggetto permanente che, al pari degli oggetti materiali effettivamente prodotti, entra a far parte del proprio bagaglio personale.

Inoltre la documentazione audio e video, permettendo la visibilità all’esterno delle esperienze condotte e quindi la loro socializzazione al di fuori dell’ambito del gruppo, è una forma di rafforzamento della legittimità del percorso creativo.

 

Il metodo operativo di questi laboratori consiste nel fornire l’opportunità di operare liberamente in contesti adeguati senza l’imposizione, esplicita od implicita, di schemi predeterminati di tipo estetico, compositivo o tecnico. Determinante, in questa impostazione è l’atteggiamento dell’operatore che deve spogliarsi di qualsiasi ruolo di guida (sentendosi anche implicitamente portatore di valori estetici precostituiti): la sua figura deve essere assolutamente neutra dal punto di vista del sapere e nello stesso tempo deve saper comunicare un atteggiamento di piena fiducia e di “servizio” nei confronti degli attori. All’atteggiamento  di guida e di valutatore deve sostituirsi quello di incoraggiatore: l’operatore deve saper comunicare la fiducia nell’operare della persona impegnata nello sforzo della creazione.

Intervista con Yaacov Hecht, fondatore della prima scuola democratica di Israele

YAACOV HECHT

Nel 1987 ha fondato la Scuola Democratica di Hadera, e ha coniato il termine di scuola democratica, che è oggi in uso in tutto il mondo.
Nel 1993 Yaacov convocato la prima Conferenza internazionale sull’educazione democratica (IDEC) in Israele. La conferenza continua a svolgersi ogni anno in un diverso paese del mondo.
Nel 1995 ha fondato il primo Istituto per l’Educazione Democratica (IDE) e lo ha condotto fino al 2010.
Nel 2000 ha avviato la pratica delle “Education Cities”, che attualmente sono attive in 6 zone residenziali in Israele.
Nel 2010 Yaacov è diventato un co-fondatore di una nuova organizzazione denominata “Città Istruzione – L’arte delle collaborazioni”. Questa organizzazione si drdica al coordinamento dei programmi regionali che vedono tutta la città come una grande scuola.

Ha pubblicato nel 2005 il libro  “Demoratic Education, the beginning of a story”