Germania, In classe ti insegno il lavoro; un articolo di Stefano Vastano. da L’Espresso

Fonti: L’Espresso

Altro che Gymnasium. La scuola migliore di Germania è un istituto professionale. Che mischia le età, abolisce le cattedre, la scegliere le lezioni, è solo femminile. E manda subito in fabbrica

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Il Metodo Alice

“Recuperare l’Unità perduta”

Il Metodo Alice è un insieme di pratiche educative nate in Italia negli anni ’80 da Valentino Giacomin e Luigina De Biasi , sviluppate successivamente in India dagli stessi. Il nome si ispira all’omonimo libro “Alice nel paese delle meraviglie” nel quale è narrato il viaggio compiuto da Alice alla scoperta della sua interiorità.

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The anarchic experimental schools of the 1970s, By Tom de Castella x BBC News Magazine

Articolo del servizio scolastico della BBC pubblicato il 21 ottobre scorso sulle scuole dell’anarchia degli anni Settanta del secolo scorso. il malessere scolastico ha i suoi propri antidoti. Articolo in inglese.

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LUDUS: una mappa delle scuole alternative spagnole

LUDUS: una mappa delle scuole alternative spagnole

 

¿Qué es Ludus?

Ludus es un directorio de educación alternativa en España. Hemos optado por incluir cualquier proyecto que suponga una alternativa a la pedagogía oficial, por lo que se muestran opciones muy diversas: escuelas libres, escuelas bosque, escuelas Waldorf, asociaciones dedicadas al estudio y divulgación, colegios públicos que en parte o totalmente están adoptando alguna de estás pedagogías, etc. Y para los más peques, grupos de crianza y madres de día.

Aquí podréis encontrar un listado de proyectos en vuestra zona; después, dependerá de vosotr@s decidir el más adecuado para vuestr@ hij@. En la web de cada proyecto podréis leer más sobre su pedagogía, ideario, horarios, etc. En cualquier caso, lo más recomendable es que vayáis a conocerles. Muchas escuelas realizan jornadas de puertas abiertas u os permitirán visitarles para ver las instalaciones y poder hablar con sus responsables.

En Ludus no conocemos directamente más que a una pequeña parte de las escuelas listadas, por lo que no podemos recomendaros unas más que otras. Por eso, insistimos en la necesidad de conocerlas de primera mano para poder elegir la más adecuada. Lo que en su web puede parecer fantástico o la maravillosa experiencia que os pueda relatar una madre no tiene por qué coincidir realmente con vuestras expectativas. Incluso entre escuelas con una misma metodología pueden darse grandes diferencias.

Ridef 2014: intervista a Inger Nordheden, insegnante Freinet svedese

Ridef 2014: intervista a Inger Nordheden, insegnante Freinet svedese.

Nell’intervista viene descritta l’attuale situazione delle free schools svedesi che hanno una storia più che ventennale e sono completamente fianziate dallo Stato. In particolare si descrive il conflitto in atto tra la tendenza ad un uso economicamente strumentale da parte dei gestori di alcune scuole e la opposizione a questa deriva da parte delle diverse tipologie di scuole libere (Steineriane, Montessori, Freinet ed altre) accomunate da impegno ideale e non finalizzato al profitto.

 

Inger Nordheden insegna al College of Teachers dell’ Università di Stoccolma.E’ stata una delle fondatrici della Freinet School Chesnut di Stoccolma. E’  uscito recentemente il suo ultimo libro “Adventures in Education”, The emerge of the Modern School Movement in Sweden. ForlagKastanien ℅ Inger Nordheden, Nordenflychtsvagen 67, SE –  112 15 Stockholm – Sweden    

ILEWASI, COLLETTIVO DI PROMOZIONE DELLE INIZIATIVE SUI DRITTI DELL’INFANZIA IN SPAGNA E SUDAMERICA

ILEWASI

¿QUIENES SOMOS?

ILÊWASI somos un gran equipo formado por profesionales y universitarios/as de diferentes lugares del mundo que creen en los Derechos Humanos, fundamentalmente en los derechos de niños, niñas y adolescentes y en la riqueza que nos ofrece la Interculturalidad.
Apoyamos proyectos de Cooperación Internacional en Latinoamérica y África, así como en España, desde un enfoque de derechos (Human Rights Based Approach HRBA).
Ilê significa “casa” en Yourubá y “Wasi” significa “casa” en quechua, fusión de Latinoamérica y África.
Queremos con ello que ILÊWASI sea el hogar para los niños, niñas y adolescentes de todo el mundo:
En ILÊWASI somos conscientes de que cada día hay más personas que se mueven de un país a otro por estudios, oportunidades económicas, relaciones… pero desean seguir manteniendo su vínculo con el proyecto iniciado en ILÊWASI, por ello nace ILÊWASI X.0 que supone la posibilidad de continuar unido a IW desde una perspectiva virtual: participando en nuestras reuniones vía SKYPE, acabando proyectos compartidos por correo electrónico, estar actualizado de las novedades en las diversas redes sociales, incluso las actividades con la coparte se desarrollan en base a relaciones virtuales… cualquier herramienta es útil para continuar formando parte de IW, pues ante todo desarrollamos una ACTITUD 2.0.

L’esperimento inglese: 118 nuove scuole pubbliche, tutte diverse

L’esperimento inglese: 118 nuove scuole pubbliche, tutte diverse

Quest’anno gli studenti inglesi potranno scegliere tra 118 nuove scuole, tutte finanziate dallo Stato e tutte diverse. Oltre alle 93 “Free School” aperte da insegnanti, genitori e organizzazioni religiose, apriranno anche alcune scuole professionali molto orientate. Ma poi c’è la scuola elementare bilingue(tedesco-inglese), la scuola specializzata per seguire i bambini autistici; le scuole aperte per provare ad agganciare i bambini a rischio drop-out, la scuola steineriana…

La Free School di Hackney, nata su iniziativa del banchiere Andreas Wesemann, propone una scuola che non si pone limiti. Agli studenti prima dell’estate è stata consegnata una copia de L’Odissea. Al rientro a scuola dovranno parlarne.
Tra le novità c’è la scuola professionale di Silverstone che addestra gli studenti in tutti gli aspetti del settore della corsa, offrendo la formazione tecnica necessaria per entrare nelle squadre che seguono i piloti di Formula Uno, e anche l’ospitalità. Le nuove scuole sono ospitate in vecchi palazzi di giustizia, stazioni di polizia, perfino in una stazione dei pompieri dismessa.
Il progetto di Michael Gove, il ministro dell’istruzione, è ambizioso e nonostante le critiche e i dubbi avanzati dai Labour, perfino l’ “Independent” gli ha dedicato uno speciale dal titolo emblematico: “Per una volta, Michael Gove ha ragione” in cui elogia pubblicamente e “senza riserve” l’esperimento. In realtà, commenta il quotidiano, il partito laburista dovrebbe accogliere con entusiasmo il fatto che i genitori abbiano più scelta: per alcuni bambini, la disciplina old style, con le uniformi e l’insegnamento severo, ha prodotto risultati straordinari, ma per altri (specie i ragazzini più difficili, a cui molte delle nuove scuole si rivolgono), il modello accademico non è quello più opportuno.
Anche Indù, sikh e musulmani si sono mossi per aprire le loro scuole. Pure i creazionisti hanno avuto una chance, ma pare che le iscrizioni non siano andate come previsto.

Le “Charter Schools” funzionano? da Norberto Bottani website

USA: scuole statali in appalto

Segnalazione di documenti USA sullo stato delle “Charter Schools” e sui risultati conseguiti dalle scuole statali liberate dall’obbligo di applicare i regolamenti scolastici e i curricoli legali. Difficoltà e problemi di valutazione, incertezze persistenti.

USA: scuole statali in appalto

Il modello delle “Charter Schools” realizzato negli USA agli inizi degli anni 90 è oggetto di polemiche e di critiche sin dagli inizi. I partigiani della scuola statale hanno da sempre denunciato questo modello come se fosse un subdolo attacco mirante a smantellare il servizio pubblico d’istruzione e quindi ad accrescere le disuguaglianze sociali di fronte all’istruzione. I promotori delle “Charter Schools” invece considerano che per migliorare l’efficacia delle scuole e per ridurre le disuguaglianze scolastiche occorra in primo luogo alleggerire il peso della burocrazia scolastica e ridurre l’ingerenza dell’amministrazione nell’organizzazione ed il funzionamento delle scuole. Questa controversia ha avuto come effetto quello di stimolare le ricerche scientifiche sulla validità delle “Charter Schools” e quindi sull’efficacia della scuola. Dopo circa vent’anni la partita rimane aperta. Non ci sono prove evidenti e convincenti della superiorità del modello delle “Charter Schools” rispetto alle scuole tradizionali. Occorre precisare che le “Charter Schools” sono scuole pubbliche liberate dall’obbligo di applicare i programmi e i regolamenti che disciplinano le scuole tradizionali. Una scuola che vuole fruire di questa franchigia deve arrangiarsi a funzionare con le risorse finanziarie stanziate per la scuola dall’ente pubblico, pari al costo effettivo globale della scuola, stipendi degli insegnanti inclusi. Dopo vent’anni di funzionamento e dopo avere raccolto una massa considerevole di dati sulle *Charter Schools”, il bilancio è piuttosto deludente. In generale, non ci sono miglioramenti sostanziali e durevoli generati dalle scuole liberate dal peso della burocrazia statale. E’ quindi prematuro anticipare una generalizzazione di questo modello all’intero impianto scolastico. Occorre però anche aggiungere che questa conclusione va presa con cautela perché le moltissime indagini svolte sulle scuole “Charter” non sono metodologicamente convincenti. Le valutazioni quindi sono precarie e discutibili.

Libere dalla burocrazia: l’esperienza delle charter schools negli USA, di Luisa Ribolzi

Libere dalla burocrazia:

l’esperienza delle charter schools

di Luisa Ribolzi 

Università di Genova

Attenzione: per leggere la relazione cliccare sul nome dell’autrice che apparte nella prima schermata

 

La scuola che verrà. Test e meritocrazia negli Usa, di Francesca Nicola. Dal n. 18 de “GLI ASINI”

Gli esiti problematici dell’ultima riforma della scuola americana tesa a migliore gli standard educativi attraverso una precisa valutazione dei risultati scolastici degli alunni, della professionalità dei singoli docenti e dell’efficienza degli istituti. L’uso sistematico dei test per favorire la trasparenza meritocratica rischia di scoraggiare lo spirito critico, costruire intelligenze contabili e spingere gli insegnanti a scorrettezze pur di salvare il posto di lavoro.

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un filmato sulla scuola “Paideia” spagnola

Breve filmato sull’ esperienza oramai quarantennale della Scuola Anarchica Paideia, che si trova a Mérida in Spagna ( Extremadura )

Intervista ad un’allieva della Sudbury School di Gerusalemme – di Andrea Sola

La scuola “Sudbury” di Gerusalemme, frequentata da allievi che vanno dai 6 ai 18 anni, fa parte delle numerose scuole ‘democratiche’ sorte in Israele negli ultimi 25 anni. Le scuole “Sudbury” sono circa 35 nel mondo e prendono il nome dalla omonima scuola Sudbury Valley School, fondata nel 1968 a Framingham, Massachusetts, negli Stati Uniti, dove si mette in atto una forma di gestione particolarmente libera della pratica scolastica. L’intervista è stata realizzata da Andrea Sola nel 2011.

Video-intervista a un’insegnante della free school “Sudbury” di Gerusalemme

La scuola “Sudbury” di Gerusalemme, frequentata da allievi che vanno dai 6 ai 18 anni, fa parte delle numerose scuole ‘democratiche’ sorte in Israele negli ultimi 25 anni. Le scuole “Sudbury” sono circa 35 nel mondo e prendono il nome dalla omonima scuola  Sudbury Valley School, fondata nel 1968 a Framingham, Massachusetts, negli Stati Uniti, dove si mette in atto una forma di gestione particolarmente libera della pratica scolastica. L’intervista è stata realizzata da Andrea Sola nel 2011.

vedi l’intervista

Conferenza di Sugata Mitra

Sugata Mitra: The child-driven education

Nel 1999 Sugata Mitra e i suoi colleghi fecero “un buco nel muro” in uno slum urbano a New Delhi, vi installarono all’interno un PC connesso ad internet e lo lasciarono li (con una telecamera nascosta che riprendeva lo spazio): ciò che videro furono bambini che giocavano con un computer e mentre lo facevano imparavano ad usarlo e a navigare in internet, e poi che si insegnavano l’un l’altro quello che avevano imparato.
Negli anni successivi replicarono l’esperimento in altre parti dell’India, urbane e rurali, con risultati simili. Il progetto “buco nel muro” dimostra che, anche in assenza di un intervento diretto da parte di un insegnante, una installazione che stimola la curiosità produce conoscenze e saperi condivisi.
Mitra, che ora professore di educational technology alla Newcastle University (UK), chiama ciò educazione “minimally invasive”.

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